Questa la presa di posizione della Tendenza internazionalista rivoluzionaria sul maxi-emendamento presentato tre giorni fa dalle destre alla propria Finanziaria per il 2026, con nuovi maxi-regali per i padroni e i fondi pensione privati, e nuovi sacrifici per lavoratori e lavoratrici. (Red.)
L’avevamo definita una finanziaria in cui c’è tutto per banche, imprese e trafficanti d’armi, sulla pelle di chi lavora.
Ma le destre al governo hanno voluto e saputo fare di peggio. Hanno approvato un maxi-emendamento con cui regalano alle imprese circa 3 miliardi accogliendo tutte le richieste di Confindustria, da un lato, e colpiscono lavoratori e lavoratrici, dall’altro.
Il nuovo attacco è concentrato sulle pensioni e va insieme con un maxi-regalo al capitale finanziario sul nostro TFR.
Le “novità” sulle pensioni sono due.
1) La prima riguarda la cosiddetta liquidazione: se oggi viene “mantenuta” dall’azienda, e può essere – a certe condizioni – utilizzata dal lavoratore o dalla lavoratrice, con il nuovo emendamento sarà riversata automaticamente nei fondi pensione privati (cioè nel mercato finanziario) che ne potranno disporre come vogliono.
In un modo o nell’altro, è chiaro, i capitalisti si appropriano di un accantonamento di parte del salario. Ma il passaggio a questa nuova modalità mette il singolo lavoratore/lavoratrice davanti a capitalisti collettivi molto potenti, quali sono i fondi pensione privati, e lo/la costringe a mettere una quota del suo salario e la sua futura pensione sul mercato. Si tratta, anche, di un regalo ai sindacati di stato per incentivare i fondi pensione integrativi alimentati dai TFR, finora non molto di successo, spingendo i singoli funzionari sindacali ad essere ancor più di oggi dei procacciatori d’affari.
L’unica possibilità è opporsi a questa destinazione entro 60 giorni dall’assunzione.
Se non c’è opposizione, vale il silenzio assenso, i fondi del TFR vengono accaparrati dai fondi pensione privati: un maxi-regalo alla grande speculazione finanziaria che potrà mettere le sue grinfie su montagne di euro prodotti dal nostro lavoro.
Che bello il “sovranismo” sponsorizzato da questo governo come promessa di sovranità di ciascuno sulla propria vita, eh? In realtà, con misure come questa, è la sovranità del grande capitale sulle nostre vite che si afferma.
2) La seconda “novità” prevede – per i futuri pensionati – l’aumento della cosiddetta “finestra pensionistica” dagli attuali 3 a 6 mesi: in pratica si replica la vicenda degli “esodati” a casa per anni (in questo caso sono mesi) senza alcun reddito! A questo si aggiunge una riduzione del peso della laurea triennale nel computo degli anni di servizio: se riscattata, varrà sempre meno, molto meno degli anni di studio, fino a ridursi a pochi mesi. Paghi per anni, ma potrai anticipare la pensione, alla fine, di pochi mesi.
Tutta la manovra è tesa a scoraggiare ogni uscita anticipata dal lavoro, e lo stesso meccanismo astuto lo troviamo con l’opzione donna, sbandierata come attenzione alle istanze delle lavoratrici ma che nella realtà si traduce nella quasi completa impossibilità di uscire dal lavoro.
Dalla promessa della quota 100, il governo Meloni è arrivato alla piena applicazione della tanto odiata Fornero, e anche peggio – con l’età pensionabile sempre più vicina ai 70 anni.
L’obiettivo sacro è salvaguardare i “conti pubblici”, cioè gli interessi dei grandi usurai che sono proprietari del debito di stato (banche, imprese, il 10% più ricco della società).
Alla fine il governo delle destre, come i governi “tecnici” e di centro-sinistra, fa cassa sui pensionati: sai che novità!
I partiti della destra hanno costruito una fortuna politica raccontando che avrebbero smosso mari e monti contro i “poteri forti”, mentre sono esattamente al servizio di questi poteri, nazionali e trans-nazionali. A pagare le scelte di questo governo “dei sacrifici per la guerra” sono i lavoratori e le lavoratrici, attivi e pensionati, e perfino una parte della classe media salariata, oltre chiaramente ai poveri, che sono sempre più poveri.
I partiti della minoranza – è un nonsenso, forse perfino un insulto, definirli di “sinistra” e di “opposizione” – non hanno alcuna intenzione di opporsi ai regali ai padroni associati. Questa accozzaglia di ladri di profumi, filosionisti e guerrafondai si guarda bene dal disturbare Confindustria, e si limita per bocca della Schlein a dire in parlamento : “… noi non lo permetteremo, ci uniremo e vinceremo le prossime elezioni”. Con questo siamo al ridicolo, dal momento che la riforma Fornero, a cui ora le destre si stanno attenendo, è passata con il governo Monti appoggiato dal Pd.
Lavorare fino alla morte!
L’Italia chiamò!
Questo è lo slogan del governo!
Fermiamoli prima che sia troppo tardi! Il 31 tutti e tutte a Napoli per una grande assemblea nazionale che metta al centro i temi della lotta contro la finanziaria di guerra, le politiche filo-padronali e da stato di polizia del governo Meloni.
18 dicembre

