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Il luglio rovente nelle ferrovie: continua la militarizzazione, e non si ferma un’altra guerra fuori dai riflettori – CUB ferrovie

Questo nuovo comunicato-denuncia dei ferrovieri della CUB va inquadrato in un contesto che vede l’anno 2025 come il più tragico degli ultimi 18 anni – al 31 luglio, i morti sul lavoro o in itinere sono stati (almeno) 873, uno ogni 6 ore, secondo l’Osservatorio nazionale di Bologna morti sul lavoro, curato da C. Soricelli [ cadutisullavoro.blogspot.it ]. Dall’approvazione del Jobs Act (governo Renzi, Pd, 2015) i morti di lavoro (killer il profitto) sono cresciuti del 43%; dall’approvazione della legge sugli appalti voluta da Salvini (Lega-governo delle destre, 2023), i morti sono cresciuti del 15%. Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni, il 32% sono lavoratori immigrati, a fronte di una popolazione di immigrati pari al 9,2%.

Il governo Meloni e la Confindustria sono i primi responsabili di questa catena di crimini anti-operai, e risulta perciò nauseante ogni dichiarazione del governo in materia (i padroni tacciono completamente, per loro il problema non esiste). Ma la corresponsabilità della inazione delle centrali sindacali maggioritarie è enorme.

Sono morti stamani due giovani operai a Santa Maria di Sala, vicino Venezia, per le esalazione provenienti da una fossa biologica in cui si erano calati (*), e tutto ciò che i dirigenti provinciali di Cgil e Uil sanno dire è “che non si può andare avanti così”, le autorità “debbono provvedere”, e frottole vuote del genere. Poi, loro stessi debbono ammettere che quest’anno gli operai morti sul lavoro in provincia di Venezia sono il doppio, il doppio!, dello scorso anno. E “i sindacati dei lavoratori” dove sono? A fare polizze integrative per i fondi-pensione, e “confronti” (evidentemente utilissimi) con le autorità e le associazioni imprenditoriali… (Red.)

Solo stamattina (martedì 5 agosto) le “autorità” hanno dato un nome ai due operai morti a Santa Maria di Sala; guarda il caso, erano entrambi immigrati in Italia dall’Egitto: Sayed Abelwahab Hamad Mahmoud (39 anni) e Ziad Saad Abdou Mustafa, 21 anni). E sono stati resi noti anche alcuni agghiaccianti particolari di questo ennesimo crimine capitalistico: “non avevano una maschera protettiva, non avevano la formazione adeguata, non era quello il loro ruolo, e l’impresa che li aveva assunti non era certo una ditta di spurgo e manutenzione pozzi neri, ma una società di trasporti e traslochi”. Un perfetto esempio delle tragiche condizioni di lavoro esistenti in aree sempre più ampie della giungla chiamata mercato del lavoro dopo quaranta e passa anni di politiche anti-operaie adottate in nome del “neo-liberismo” e tre anni di infame governo Meloni. (Red.)

Il luglio rovente della manutenzione e costruzione ferroviaria: mentre continua la militarizzazione delle ferrovie, c’è un’altra guerra fuori dai riflettori che non si ferma.

by cubferrovie · 3 Agosto 2025

Mentre continua la militarizzazione delle ferrovie, c’è un’altra guerra fuori dai riflettori che non si ferma. A quasi due anni dalla strage di Brandizzo nulla è cambiato nei cantieri ferroviari. Solo a luglio due morti e due feriti e un incidente fortunatamente senza feriti.

1° LUGLIO, CAMPAGNA, OPERAIO FERITO Un operaio 53enne che sta montando gli alloggi per i lavoratori della linea AV nel Salernitano viene colpito da una lamiera volata via per il forte vento. Trasportato in gravi condizioni a Eboli.
5 LUGLIO, SFORZACOSTA, OPERAIO MORTO Un operaio 51enne dipendente della ditta Lavori Generali che sta eseguendo lavori sulla tratta Albacina-Macerata, si accascia per un malore mentre sta lavorando sul binario in contrada Boschetto. Inutili i soccorsi. L’uomo era al lavoro dalle 5, il fatto avviene alle 11.30, un’ora prima del divieto regionale di attività lavorativa all’aperto e in condizioni di esposizione prolungata al sole.
21-22 LUGLIO, CHIOMONTE, INCIDENTE Nel corso di lavori notturni sulla Torino-Bardonecchia un pianale di una ditta esterna si sarebbe sfrenato e avrebbe preso velocità per la pendenza, finendo contro ad attrezzature sul binario. Fortunatamente nessun ferito.
23 LUGLIO, SAN BONIFACIO, OPERAIO MORTO Nel primo pomeriggio un operaio 50enne rumeno viene colto da malore mentre lavora nel cantiere della costruenda tratta AV Verona–Vicenza, tra San Bonifacio e Belfiore, e muore. L’operaio alloggiava nel campo base di San Martino Buon Albergo.
30 LUGLIO, FINALE LIGURE, OPERAIO FERITO Un operaio al lavoro nel cantiere notturno della linea di Ponente rimane ferito in prossimità della galleria Finale, colpito al volto da una scheggia mentre sta manovrando un flessibile. Ospedalizzato per sutura.

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