Riceviamo e volentieri pubblichiamo questi comunicati delle forze della resistenza palestinese sull’ultimo dei crimini umanitari in corso a Gaza per mano sionista-amerikana (naturalmente coperto dal silenzio dei “nostri” massmedia). – Red.
In un orribile massacro avvenuto questa mattina, sono state uccise 30 persone, portando il bilancio totale a 39 vittime e 220 feriti in meno di una settimana. Tutti sono caduti mentre erano in coda per i cosiddetti “aiuti umanitari” a Rafah.
Ciò che sta accadendo non è un aiuto alla popolazione palestinese, ma piuttosto una trappola militare e di sicurezza organizzata, in cui vengono distribuiti proiettili invece di pagnotte di pane e gli affamati vengono monitorati dalle telecamere dell’occupazione sionista invece di essere salvati.
I siti di distribuzione sono diventati arene di omicidi, estorsioni e arresti, gestiti dai servizi segreti nemici con copertura americana e utilizzati per umiliare le persone, non per servirle.
Chiunque sia complice di questo schema, individuo o istituzione, sarà complice del crimine e non sarà esente dalla responsabilità.
Non avvicinarti ai punti di morte camuffati come aiuto, e segnala immediatamente qualsiasi parte che collabora con i sionisti. La battaglia odierna è una battaglia di consapevolezza e la cautela è la prima linea di difesa.
Fronte interno palestinese 
Domenica 1 giugno 2025
Altri “dettagli” utili a comprendere cos’è realmente questo che è denominato provocatoriamente “piano di aiuti alimentari” sono i seguenti:
Oltre al fatto che sono stati istituiti solo quattro punti di distribuzione per tutti i palestinesi, si aggiunge il fatto che si debba percorrere almeno 15 km a piedi per ricevere razioni alimentari che bastano solo pochi giorni, per poi dover tornare a rifornirsi solo con una determinata cadenza. Immagini diffuse mostrano il contenuto di una delle scatole: un litro di olio, 2 kg di riso, 4 kg di farina, 1kg di zucchero, 2 pacchi di fagioli, una confezione di ceci, 2 barattoli di legumi, 6 confezioni di spaghetti. Altri pacchi sono simili con piccole differenza. Non ci sono prodotti per igiene, medicine, o cibi per neonati. E, cosa più importante, manca l’acqua.
Inoltre, a far discutere è l’uso dell’intelligenza artificiale per scannerizzare i volti dei palestinesi, poiché le informazioni possono essere usate per prendere di mira le persone in attacchi. Il piano prevede inoltre la chiusura di centinaia di mense e centri di soccorso in tutto il territorio, restringendo l’approvvigionamento alimentare.
Il Fronte popolare di Liberazione della Palestina accusa la Gaza Humanitarian Foundation: è un “PIANO COLONIALE PER SOTTOMETTERE E SPOPOLARE GAZA”
Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) ha lanciato un duro attacco contro la Gaza Humanitarian Foundation (GHF), definendola un “meccanismo coloniale sospetto” inserito in un presunto piano israelo-statunitense per dominare la Striscia di Gaza con il pretesto degli aiuti umanitari.
In un comunicato ufficiale, il FPLP accusa la GHF di voler aggirare il ruolo delle Nazioni Unite, legittimare la presenza militare israeliana e indebolire le istituzioni umanitarie internazionali. Il piano – secondo il gruppo – mira a dislocare i palestinesi, frammentare il tessuto sociale e controllare la distribuzione degli aiuti attraverso aziende di sicurezza private guidate da ex ufficiali militari e dell’intelligence israeliana.
“Questo progetto vuole seminare il caos a Gaza”, afferma il FPLP, “riorganizzando la società palestinese per servire gli interessi di Israele, collegando l’aiuto umanitario al controllo militare e trasformandolo in uno strumento di ricatto e punizione collettiva.”
Il gruppo ha anche evidenziato episodi di saccheggi e disordini in alcune aree di Gaza, che ritiene non essere casuali, bensì parte di una strategia deliberata per screditare le agenzie dell’ONU e alimentare la sfiducia popolare, giustificando così una più profonda ingerenza israeliana nella vita civile palestinese.
Il FPLP ribadisce che la gestione degli aiuti a Gaza deve rimanere esclusiva delle Nazioni Unite, in particolare dell’UNRWA, e di organizzazioni internazionali credibili, respingendo ogni coinvolgimento di imprese private legate a interessi israeliani.
Conclude infine lanciando un appello alla comunità internazionale e agli organismi dell’ONU affinché respingano il progetto, ricordando che gli aiuti umanitari sono un diritto umano e non un’arma politica o militare.
Il loro allarme arriva in un momento in cui crescono le preoccupazioni sulla GHF: TRIAL International, un’organizzazione legale con sede in Svizzera, ha recentemente richiesto un’indagine sulla legittimità delle sue operazioni. Un’inchiesta di Haaretz, pubblicata lo stesso giorno, ha rivelato che dietro la fondazione ci sono uomini d’affari israeliani e figure dell’intelligence, con il sostegno di Stati Uniti e Israele, che promuovono la GHF come alternativa all’assistenza guidata dalle Nazioni Unite.
Fonte originale:
Questo è un autoritratto della civiltà sionista-occidentale e del suo umanitarismo.

