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Contro i divieti, lo ribadiamo: liberi/e di lottare contro guerra, genocidio in Palestina, DDL 1660

Sabato 5 ottobre, nonostante i divieti, 10.000 persone sono scesi/e in piazza rispondendo alla chiamata dei Giovani Palestinesi e dell’Udap e seguendo l’indicazione di non indietreggiare dinanzi alla posizione autoritaria della Questura di Roma e del Viminale. Dopo che, per giorni, avevano alimentato un clima di terrore, la gestione complessiva della giornata di sabato si è concretizzato in un modo che ha pochi precedenti recenti: fermi alla discesa dai treni e ai caselli autostradali; perquisizioni su bus anche privati; i pullman organizzati da diverse città sono stati fermati, perquisiti e mandati via scortati e controllati fino ai limiti della provincia di Roma.

Sono state più di 1600 le persone controllate dalle ffoo, 200 in totale quelle allontanate dalla città, per 51 delle quali sono stati emessi fogli di via dai 6 mesi ai 4 anni. Le misure cautelari sono state addebitate a chiunque avesse anche solo un procedimento in corso – anche se non ancora passato in giudicato – per reati ascrivibili alle manifestazioni in piazza, è stato disposto l’allontanamento dalla città di Roma.

È solo un antipasto delle nuove forme coercitive che il DDL 1660 metterà a disposizione delle ffoo e delle Questure una volta approvato.

La voglia di continuare a essere liberi e libere di lottare, al fianco del popolo palestinese e libanese, contro la guerra e il nuovo pacchetto sicurezza non è però stata fermata dalle migliaia di controlli, fogli di via, arresti, terrorismo mediatico, dichiarazioni minacciose da parte delle ffoo.

La netta maggioranza degli interventi e degli slogan della piazza hanno sottolineato il forte legame tra la lotta alla guerra e il contrasto alle misure liberticide del disegno di legge da cui è nata questa nostra lotta collettiva, ampia e generalizzata.

Siamo stati/e in piazza con uno spezzone composito, partecipato da decine di realtà politiche, sociali e centinaia di persone da diverse città.

La manifestazione si è svolta in una piazza blindata, chiusa su ogni via d’uscita: inizialmente è stato difficile anche solo permettere un arrivo sicuro, a causa di un dispositivo che ha predisposto varchi di controllo dove si continuavano a effettuare identificazioni e richiedere documenti per una piazza a quel punto già formata.

Impedire a decine di migliaia di persone di raggiungere una piazza aperta è stata una scelta volta a incrementare ulteriormente la tensione. Infatti, nonostante le numerose ed esplicite richieste fatte per poter permettere ad una ampia massa di muoversi tra le strade della città, 4 manifestanti sono stati fermati – per uno di loro, Tiziano, è prevista la direttissima nella giornata di lunedì – durante le cariche avvenute a piazzale Ostiense; centinaia di rastrellamenti, cariche e provocazioni sono proseguite nelle ore successive, nelle strade antistanti il corteo, all’esterno della stazione di Ostiense e anche in altre zone della città.

Siamo vicini e solidali a tutte le persone perquisite, a Tiziano – attualmente ai domiciliari in attesa di processo- ai/alle 51 a cui è stato comminato il foglio di via. 

Nei prossimi giorni e settimane ci mobiliteremo con tutte le nostre energie nel sostegno legale e politico per chi è stato colpito dalle misure coercitive.

Torniamo da Roma con una certezza e un impegno collettivo: la forza espressa il 5 ottobre sarà il principale motore per rilanciare la lotta contro il DDL 1660 e contro questo governo liberticida e guerrafondaio.

LIBERTÀ PER TIZIANO – REVOCA DEI FOGLI DI VIA! FERMIAMO IL DDL 1660

Rete Liberi/e di lottare – Fermiamo insieme il DDL 1660

Napoli, Villa Medusa

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