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La violenza è del governo Meloni, terrorista è il sionismo (note a margine della “strategia della tensione” alimentata dalle destre attorno alla manifestazione del 5 ottobre)

In queste ore i quotidiani di area governativa “pro-genocidio”, legati alla destra estrema filosionista e filo-Netanyahu, stanno scatenando una vera e propria caccia alle streghe attorno alla manifestazione nazionale indetta per sabato prossimo a Roma da GPI e Udap.

In prima fila nella crociata antipalestinese, manco a dirlo, ci sono i soliti provocatori di Libero i quali, facendo leva sul clamore generato dagli attacchi iraniani di ieri a Israele, ne approfittano per alimentare un clima di paura e di intimidazione in vista di sabato.

Il “bestiario” di calunnie e mistificazioni si può sintetizzare nei titoli degli articoli: “Violenti antisemiti a briglie sciolte”, “gli ebrei italiani sono assediati”, “Meloni convoca un vertice d’urgenza con gli 007”, “L’Università La Sapienza apre ai dirottatori islamici” (riferito a un convegno organizzato dagli studenti di “Cambiare Rotta” con la storica dirigente del FPLP Leila Khaled).

È evidente che questa furia contro chiunque si schiera al fianco della popolazione di Gaza che da anno è oggetto di una guerra di sterminio e della sua resistenza, si pone l’obbiettivo di creare un clima di alta tensione, per cercare di svuotare la piazza di sabato e/o di creare il pretesto per scatenare la violenza delle forze dell’ ordine contro i manifestanti.

Per raggiungere questo obbiettivo, i pennivendoli del governo Meloni si affidano alla più infame delle calunnie: l’equiparazione dell’antisionismo con l’antisemitismo.

Questi sciacalli fingono di ignorare che un numero enorme di studiosi e attivisti ebraici in tutto il mondo si sono schierati contro le violenze del colonialismo sionista e contro la mattanza di Gaza; che anche nella stessa Israele ci sono sia pur piccole minoranze che osano manifestare per Gaza e contro l’ideologia razzista e suprematista del sionismo, pagando il prezzo di una durissima repressione ad opera della polizia e dell’esercito israeliano; nascondono volutamente il fatto che le pulsioni antisemite non albergano di certo tra chi ha promosso il corteo del 5 ottobre a Roma a sostegno della resistenza palestinese, quanto casomai in settori tutt’altro che marginali di Fratelli d’Italia, così come dimostrato da numerose inchieste giornalistiche.

Inoltre, come di prammatica, non mancano gli allarmi sul pericolo della “violenza” e della “caccia agli ebrei” da parte di manifestanti sostenitori delle “belve assetate di sangue” di Hamas…

Proprio per questo riteniamo di fondamentale importanza, tanto più in queste ore, ribadire questi concetti e queste evidenze dei fatti. E ribadire altresì che chiunque presti il fianco a queste vili strumentalizzazioni attraverso messaggi e slogan ambigui (o comunque facilmente “travisabili”) fa oggettivamente il gioco dei macellai di Tel Aviv, del governo Meloni e dei suoi piani repressivi.

La violenza è del governo Meloni che pretende di impedire la manifestazione del 5 ottobre per silenziare la denuncia del genocidio in atto e il sostegno alla sacrosanta causa della liberazione nazionale e sociale delle masse oppresse della Palestina e del mondo arabo. Il terrorismo è della macchina coloniale e di apartheid sionista! E non basteranno le spudorate menzogne dei portaborse prezzolati del governo a rovesciare la realtà dei fatti. Né le campagne di stampa a farci retrocedere di un passo dalla decisione presa: Tutti/e a Roma il giorno 5 ottobre!

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