
Ad un anno dalla sua scomparsa, il ricordo di Laura è per le compagne del Comitato 23 settembre, che lei aveva fortemente voluto costruire, una fonte costante di incoraggiamento e di stimolo a proseguire il lavoro iniziato con lei, convinte, come lo era lei, della necessità di affrontare le tematiche specifiche dell’oppressione e della violenza sulle donne, così spesso trascurate tra i militanti della sinistra sindacale e politica, per realizzare la liberazione di tutta la classe degli sfruttati.
Laura era una compagna di cui, sfortunatamente, si è perso lo stampo. Era fortemente convinta che una prospettiva politica e sindacale non poteva esistere senza una ferma volontà di scardinare tutti gli ingranaggi del sistema patriarcale e capitalistico.
La sua capacità di trasferire con semplicità e chiarezza ai lavoratori e alle lavoratrici ragionamenti politici complessi, dote rara e per lei fondamentale, è quello di cui si sente più la mancanza.
Aveva sempre il coraggio di ragionare fuori dagli schemi comandati, e non temeva di rivendicare la necessità di aggredire i meccanismi patriarcali, quale che fosse la forma in cui si manifestavano, ad ogni livello relazionale e sociale. La sua disperata lucidità ha certamente contribuito a fiaccare la sua resistenza fisica ma non certo la sua volontà di lotta, che noi dobbiamo raccogliere, nonostante le difficoltà.
Conosciamo un solo modo per ricordare Laura: porre in essere il suo prezioso insegnamento: l’ascolto, il confronto franco, la conseguenza tra parole e azioni, l’insofferenza verso la disonestà intellettuale, la forte preparazione sui temi da trattare, la capacità di porsi con umiltà ma senza disponibilità a mediare sui principi.
Facciamo nostro questo lascito, perché ne comprendiamo e ne condividiamo il valore.
Lei di questo, facendo forza sulla sua innata modestia, sarebbe stata enormemente orgogliosa.
Comitato 23 settembre
I ricordi di un anno fa:
