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Milano, 11 giugno. Assemblea per rilanciare l’iniziativa di classe internazionalista contro la guerra imperialista in Ucraina – Fc, Fgc, Iskra, Tir

La guerra in atto tra il blocco USA-NATO-UE e Federazione Russa nel territorio ucraino conosce una continua escalation dagli esiti imprevedibili. Sul campo, centinaia di migliaia di soldati combattono un conflitto sanguinosissimo, con una terribile distruzione di vite umane e ambientale, dando così l’idea di quale apocalittica catastrofe potrebbe essere, per l’umanità e la natura, una nuova guerra mondiale in pieno ventunesimo secolo.

I governi del blocco imperialista euro-atlantico spingono furiosamente perché il massacro prosegua e si allarghi “fino all’ultimo ucraino”, inviando ingenti quantità di aiuti militari in ogni forma – fino alla fornitura di proiettili all’uranio e alla riaffermazione della dottrina dello “strike first” rispetto all’impiego dell’arsenale atomico statunitense. La propaganda di guerra di Putin e del governo russo non sono da meno, ed esprimono la chiara volontà di proseguire la guerra fino al raggiungimento dei propri obiettivi, alla base della decisione strategicamente ponderata di garantire in questo modo gli interessi della propria borghesia.

Lo scontro bellico in atto in Ucraina appare sempre più come un momento di svolta epocale, in cui la competizione inter-imperialista per il controllo di risorse, infrastrutture e tratte commerciali, mercati e territori strategici scende sul piano militare su una scala enorme, con il confronto a tutto campo tra il tentativo degli USA di mantenere la propria posizione apicale e la volontà da parte di un nuovo blocco in formazione attorno a Cina e Russia di affermare un nuovo assetto internazionale.

È, al tempo stesso, una guerra con pesanti ricadute anche sui lavoratori dei paesi che, per ora, non hanno proprie truppe massicciamente sul campo. È partita una frenetica corsa mondiale al riarmo con giganteschi piani di spese militari, con cui tutti i paesi cercano di farsi trovare più pronti possibile ad ogni evenienza in un contesto di rapida dislocazione di forze tra i blocchi imperialisti e dentro di essi.

Il passaggio ad un nuovo ordine mondiale “multipolare” non sarà in alcun modo pacifico ed indolore. Chi lo sostiene, esprime una posizione opposta agli interessi del proletariato e delle masse oppresse di tutto il globo: un mondo “multipolare”, costituito strutturalmente da campi imperialisti in accesa e costante competizione tra loro, produrrà una tendenza alla guerra sempre più acuta, e un peggioramento globale delle condizioni di vita e di lavoro della classe lavoratrice.

L’Italia, l’imperialismo italiano, è parte integrante e attiva di questo processo di scontro inter-capitalistico mondiale. La dinamica guerra-propaganda di guerra-economia di guerra va sempre più di pari passo con l’intensificazione dell’attacco anti-proletario sul “fronte interno”: illimitata aggressività dei padroni sui luoghi di lavoro e nel mercato del lavoro, manovre propagandistiche in favore della piccola-borghesia, crimini di stato contro gli emigranti e gli immigrati, intervento onnipresente delle forze di polizia ovunque ci siano veri conflitti sindacali e sociali, sentenze “esemplari” contro militanti anarchici, oscena riproposizione di un’ideologia e di un modello di “famiglia tradizionale” radicalmente ostile alle donne. Cambiano gli esecutivi, cambia la composizione dei parlamenti, ma il nostro nemico è sempre qui, in “casa nostra”: è il capitalismo imperialista italiano e le alleanze in cui è inserito.

Contro l’imperialismo di casa nostra, e per rilanciare il protagonismo del proletariato e della classe lavoratrice dentro questo scenario globale, dobbiamo riprendere la lotta. La recente accensione di imponenti movimenti di scioperi e manifestazioni sindacali in Francia, Gran Bretagna e Grecia sono segnali di risveglio molto significativi. Dopo l’importante discussione promossa dal convegno contro la guerra del 16 ottobre a Roma, in cui abbiamo chiarito e denunciato la natura imperialista della guerra in Ucraina, e la manifestazione contro il governo Meloni, contro la NATO e l’UE del 3 dicembre, dove abbiamo dato gambe
alle posizioni di classe ed internazionaliste contro la guerra, è venuto il momento di rilanciare con forza l’iniziativa contro la guerra imperialista in Ucraina e la tendenza ad un nuovo massacro mondiale.

L’11 Giugno a Milano chiamiamo a raccolta in un’assemblea nazionale tutti gli organismi sociali, politici, sindacali, nonché i singoli e le singole militanti disposti a battersi insieme a noi per rilanciare l’iniziativa di classe, internazionalista contro la guerra imperialista, e farla vivere consapevolmente nel contesto delle mobilitazioni dei prossimi mesi.

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