
LOTTIAMO CON LE DONNE DI ITALPIZZA!
PIENA SOLIDARIETÀ!
Oggi 20 febbraio si tiene a Modena una nuova udienza del maxi processo che coinvolge 120 lavoratori, sindacalisti e solidali per gli scioperi del 2018 e 2019.
Gli obiettivi di quegli scioperi contro le innumerevoli violazioni che Italpizza ha perpetrato per anni sono stati raggiunti costringendo l’Azienda a rinunciare all’inquadramento illegittimo del CCNL come contratto Multiservizi, a riconoscere retribuzioni corrette e TFR che le precedenti cooperative facevano scomparire dalle buste paga e permettendo così salari più dignitosi e impieghi non precari per tutti.
La resistenza di quei 9 mesi di lotta ha comportato violente cariche con grande utilizzo di gas lacrimogeni, pestaggi da parte anche di picchiatori pagati dall’azienda, arresti, denunce e fogli di via.
Grande è stato il contributo delle lavoratrici che si sono battute come leonesse subendo, le più combattive, umiliazioni dai capi reparto come essere mandate a spalare neve sui tetti o a pulire vetri ghiacciati fino al trasferimento o al licenziamento.
Nonostante tutte le violazioni di Italpizza siano state acclarate da Ispettorato del lavoro, Tribunale del lavoro, INPS e Agenzia del lavoro e dalla stessa CGIL, oggi il processo prevede una richiesta da parte dell’Azienda a lavoratori e sindacato di mezzo miliardo di euro a risarcimento dei presunti profitti mancati…o a compenso delle spese sostenute per la repressione!
Il conseguente scioglimento delle cooperative in appalto ha portato all’assunzione diretta della maggior parte dei lavoratori e lavoratrici ma questo non ha impedito che nel 2020 Italpizza, contemporaneamente all’utilizzo della CIG, imponesse ritmi di farcitura delle pizze da…nausea, capogiri e malori con 2 sole operaie a seguire il nastro, aumentando gli infortuni e spingendo 90 operaie al licenziamento. Questo per comprendere come le nostre conquiste non siano mai da considerarsi definitive!
Nell’esprimere piena solidarietà del nostro Comitato a tutti coloro che oggi subiscono questo infame processo e soprattutto alle lavoratrici, ci vogliamo soffermare su quanto ancora più oneroso sia per le donne lavoratrici/disoccupate e soprattutto immigrate, dedicare un pezzo della loro vita alla partecipazione attiva alle lotte sindacali e sociali, facendone un esempio dell’unica strada che possiamo percorrere per difendere diritti e dignità, per cambiare un mondo basato su repressione e sfruttamento.
