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Teheran come Los Angeles: fermare l’espulsione di massa degli immigrati afghani dall’Iran! (Italiano – English)

Varie fonti stimano che in Iran vivano tra i 4 e gli 8 milioni di afghani, alcuni presenti da più generazioni, altri immigrati di recente per fuggire la povertà, la guerra e il regime dei Talebani. Gli afghani coprono i lavori più pesanti e meno retribuiti: in agricoltura, nell’edilizia, nei servizi urbani, e costituiscono per questo lo strato inferiore del proletariato iraniano.

Fino a qualche anno fa erano tollerati: come in Italia, come negli Stati Uniti forniscono forza lavoro a basso costo che permette alla piccola borghesia di arricchirsi e al grande capitale di accrescere i propri profitti. Ma negli ultimi anni il regime ha avviato una campagna razzista contro gli afghani, e ha varato nuove leggi che prevedono l’espulsione di coloro che non hanno documenti.

Con un parallelismo sorprendente con le misure contro gli immigrati adottate da Trump negli Stati Uniti, nell’ultimo anno sono stati espulsi dall’Iran ben un milione di afghani, con vere e proprie retate di massa negli ultimi mesi. Un parallelismo sorprendente per chi non conosce, o non vuole conoscere, la reale natura sociale, di classe, del regime iraniano. Noi, francamente, non siamo affatto stupiti, invece, che gli ayatollah, che hanno massacrato i comunisti e tuttora puniscono a morte le Masha perché non portano il velo a dovere, adottino misure del tutto analoghe a quelle del “Grande Satana”.

Anche lì – come negli Stati Uniti e in Italia – la caccia all’immigrato e la propagazione di ideologie razziste hanno lo scopo di dividere i proletari additando un “nemico interno” in aggiunta a quelli esterni, per compattare la popolazione persiana e anche le minoranze che hanno cittadinanza in Iran (azeri, curdi, baluchi le principali).

Traduciamo di seguito la presa di posizione del Partito comunista operaio–hekmatista d’Iran contro le espulsioni e il razzismo. (Red.)

Comunicato dell’Ufficio internazionale del Partito Comunista-operaio d’Iran – Hekmatista

Fermare l’espulsione di massa degli immigrati afghani dall’Iran!

La Repubblica Islamica dell’Iran sta conducendo una feroce campagna di deportazione di massa contro gli immigrati e i richiedenti asilo afghani, una campagna intrisa di razzismo, repressione e pura disumanità. Con tutta la potenza delle sue forze militari e di intelligence, il regime ha lanciato un attacco fascista, fissando al 6 luglio il termine ultimo per l’espulsione dal Paese degli afghani privi di documenti. Nascosta dietro il linguaggio della guerra e la vecchia bugia della “lotta alle spie”, questa campagna non è altro che una pulizia etnica sponsorizzata dallo Stato.

Nel giro di un anno, quasi un milione di afghani – lavoratori, bambini, famiglie – sono stati cacciati dall’Iran. La metà di loro è stata espulsa solo nell’ultimo mese. Questa non è politica, è un crimine. I lavoratori vengono strappati dai loro luoghi di lavoro. I bambini vengono strappati dai banchi di scuola. Le donne incinte vengono trascinate fuori dai letti d’ospedale. Queste persone non vengono trattate come esseri umani, ma come oggetti usa e getta, emarginati senza diritti, senza difesa, senza voce.

Al confine, l’incubo continua. Gli immigrati subiscono percosse, estorsioni, confisca dei salari e dei beni. La tortura è all’ordine del giorno. E quando riescono ad attraversare il confine, si trovano di fronte alla brutale macchina dei talebani. Non c’è cibo, non ci sono medicine, non ci sono ripari. Le organizzazioni internazionali lanciano l’allarme su una catastrofe umanitaria imminente, ma al regime non importa.

Questo non è solo un attacco ai migranti afghani. È un attacco alla classe operaia. È un attacco all’umanità. La Repubblica Islamica, come le sue controparti occidentali, usa gli immigrati come capri espiatori per coprire la propria profonda crisi: il collasso economico, i fallimenti politici, la paura di una popolazione risvegliata e arrabbiata. Cerca di trasformare i più oppressi in nemici, in modo da evitare di rispondere al popolo che ha derubato, affamato e messo a tacere.

Ma anche nei momenti più bui, la solidarietà cresce. A Zahedan, nel Baluchistan e in altre città dell’Iran, i lavoratori e la gente comune stanno resistendo. Offrono riparo. Forniscono aiuti. Sono fianco a fianco con i perseguitati. Questo è il volto della vera umanità. Questo è il futuro per cui lottiamo.

Chiediamo ai sindacati, ai partiti di sinistra e socialisti e a tutte le persone che amano la libertà in tutto il mondo: alzate la vostra voce. Condannate questa brutale campagna. Chiedete la fine immediata dell’espulsione degli immigrati afghani dall’Iran. È ora di agire. Uniamoci oltre i confini, opponiamoci al fascismo e difendiamo i diritti e la dignità di tutti i lavoratori, ovunque.

12 luglio 2025

Statement from the international office of Worker-communist Part of Iran-Hekmatist

Stop the Mass Expulsion of Afghan Migrants from Iran!

The Islamic Republic of Iran is waging a vicious campaign of mass deportation against Afghan migrants and asylum seekers—a campaign drenched in racism, repression, and sheer inhumanity. With the full might of its military and intelligence forces, the regime has launched a fascist assault, setting a July 6 deadline for undocumented Afghans to leave the country. Cloaked in the language of war and the tired lie of “fighting spies,” this campaign is nothing short of state-sponsored ethnic cleansing.

In the span of a year, nearly one million Afghans—workers, children, families—have been driven out of Iran. Half of them were expelled in the last month alone. This is not policy; it is a crime. Workers are being snatched from their job sites. Children are ripped from school desks. Pregnant women are dragged from hospital beds. These people are treated not as humans but as disposable—cast outs without rights, without defence, without a voice.

At the border, the nightmare continues. Migrants face beatings, extortion, confiscation of wages and belongings. Torture is routine. And when they manage to cross, they are met with the Taliban’s own brutal machinery. There is no food, no medicine, no shelter. International organizations are sounding the alarm about an impending humanitarian catastrophe—but the regime doesn’t care.

This is not just an attack on Afghan migrants. It is an attack on the working class. It is an attack on humanity. The Islamic Republic, like its Western counterparts, scapegoats migrants to cover for its own deep crisis—its economic collapse, its political failures, its fear of an awakened and angry population. It tries to turn the most oppressed into enemies, so it can avoid answering to the people it has robbed, starved, and silenced.

But even in the darkest hour, solidarity rises. In Zahedan, Baluchistan, and cities across Iran, workers and ordinary people are resisting. They are offering shelter. They are providing aid. They are standing shoulder to shoulder with the persecuted. This is the face of true humanity. This is the future we fight for.

We call on labour unions, leftist and socialist parties, and every freedom-loving person across the globe: raise your voice. Condemn this brutal campaign. Demand an immediate end to the expulsion of Afghan migrants from Iran. Now is the time to act. Let us unite across borders, stand against fascism, and defend the rights and dignity of all workers—everywhere.

The International Office of the Worker-Communist Party of Iran – Hekmatist

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