Pubblichiamo qui di seguito le prese di posizione del Comitato 23 settembre, del Laboratorio politico Iskra e del Movimento di lotta per il lavoro 7 novembre su un episodio di tipica marca sionista avvenuto sabato 3 maggio a Napoli, appartenente a quell’hasbara mediatica che non cessa per un solo istante di sponsorizzare il genocidio in atto come un’assoluta necessità della civiltà (imperialista) contro la “barbarie” che ha l’ardire di resistere e di volersi liberare.
In apertura qualche frammento video della molto partecipata manifestazione di ieri davanti al Comune e l’intervento del nostro compagno Eddy. (Red.)
Il Comitato 23 settembre
Tre giorni fa a Napoli una coppia di turisti israeliani ha provocato e poi aggredito una compagna che gestisce una trattoria, accusandola di antisemitismo e terrorismo – le accuse che i sionisti e i loro complici di ogni paese rivolgono a chiunque sostiene la resistenza in Palestina. La compagna aggredita era tra questi, esplicitamente. I due hanno anche ripreso col cellulare la compagna e il luogo – lei aveva esposto in vetrina un appello che chiede la fine degli attacchi genocidi – Dopo poche ore il Mattino pubblicava le foto e la notizia di “turisti insultati e cacciati dal ristorante da una sostenitrice di Hamas” e altre fandonie, riprese poi da Repubblica e altri giornali. Era tutto preparato… Si è scatenata all’istante una bagarre infernale, i social pieni di insulti e minacce alla compagna, il sindaco e l’assessora al turismo prostrati ai piedi dei due lestofanti, la Lega chiede la chiusura del locale, ecc..
Alcune DIN (Donne in nero) di Bari hanno scritto di aver riconosciuto nelle foto la coppia, che a Bari aveva tentato la stessa provocazione contro di loro. Evidentemente una provocazione organizzata su larga scala, sostenuta dal governo e dai suoi pennivendoli, che mira all’approvazione del ddl 1004, che stigmatizza come antisemita qualunque critica all’infame massacro in atto a Gaza.
Ecco, siamo a questo. E le istituzioni sono complici di chi viene qui a cercare di vendicarsi contro chi non rimane in silenzio…
Ieri c’è stata una manifestazione di protesta a Piazza municipio, a Napoli, contro il sindaco che si è schierato con i provocatori, di almeno 2000 persone. Questo dobbiamo fare, continuare la lotta ed estenderla il più possibile in dieci, cento, mille piazze!
https://www.facebook.com/watch/?v=1955103591963927&rdid=F6FPBUKFNzj8ugWP
Il Laboratorio politico Iskra
ANTISIONISMO NON È ANTISEMITISMO!
Salutiamo Nives Monda ed i lavoratori e le lavoratrici della Taverna Santa Chiara esprimendo loro tutta la nostra solidarietà.
Condividiamo il loro comunicato su quanto accaduto sabato e nelle ore successive.
Comunicato stampa sui fatti accaduti il 3 maggio
Nella giornata di sabato 3 maggio, nel nostro esercizio, siamo stati vittime di un episodio a scopo intimidatorio da parte di una avventrice che, dopo aver pranzato nel nostro locale, ha iniziato a parlare ad alta voce, facendo chiaramente intendere di essere sostenitrice dei crimini internazionali del governo israeliano contro il popolo palestinese. A quel punto, da cittadini coscienziosi quali siamo, abbiamo evidenziato che condanniamo il genocidio palestinese in atto, quale crimine contro l’umanità. La turista ha immediatamente iniziato ad accusarci di antisemitismo, di sostenere il popolo palestinese che, nelle sue parole, lei individuava come popolo di terroristi e, quindi, dí essere noi stessi a supporto di terroristi. La turista, nel frattempo, ha iniziato a riprendere noi e i nostri lavoratori, nonché altri clienti senza consenso di chi veniva ripreso (inclusi minorenni di un’altra famiglia di clienti), per poi diffondere il video in rete (un reato), diffamandoci come sostenitori del terrorismo e antisemiti (un altro reato) e scatenando una campagna di odio che da ieri sfocia in messaggi anonimi con minacce di 1) spedizioni punitive, 2) distruzione del locale, 3) violenza fisica nei confronti della proprietaria e dello staff, 4) auspici di stupro della proprietaria (tutti reati).
La nostra unica responsabilità è quella di aver preso posizione, nell’ambito della campagna degli Spazi Liberi dall’apartheid israeliano, contro il genocidio palestinese in atto.
Alla luce della campagna di odio e mezzo social che è stata scatenata e delle minacce ricevute, volte a minare anche la nostra incolumità personale nonché l’andamento della nostra attività, sporgeremo formale querela.
I nostri legali, inoltre, hanno mandato di segnalarci tutte le diffamazioni a mezzo social e a mezzo stampa che ci accusano, falsamente, di aver cacciato chicchessia dal locale, come dimostra lo stesso video diffuso dalla coppia.
Nel nostro locale, che accoglie da sempre persone di ogni nazionalità, fede ed etnia, non possiamo tollerare e continueremo a non tollerare alcuna forma di esternazione razzista, sia essa ispirata da antisemitismo, islamofobia, o, come in questo caso, razzismo antipalestinese.

Il Movimento di lotta per il lavoro 7 novembre
ANTISIONISMO NON È ANTISEMITISMO!
Il nostro movimento esprime vicinanza a Nives Monda ed i lavoratori e le lavoratrici della Taverna Santa Chiara. Solo vergogna rispetto quanto la stampa nazionale e cittadina sta diffondendo trasformando la realtà degli fatti. Invitiamo tutte le attività a diffondere il loro comunicato.
Condividiamo il loro comunicato su quanto accaduto sabato e nelle ore successive.
Comunicato stampa sui fatti accaduti il 3 maggio
Nella giornata di sabato 3 maggio, nel nostro esercizio, siamo stati vittime di un episodio a scopo intimidatorio da parte di una avventrice che, dopo aver pranzato nel nostro locale, ha iniziato a parlare ad alta voce, facendo chiaramente intendere di essere sostenitrice dei crimini internazionali del governo israeliano contro il popolo palestinese. A quel punto, da cittadini coscienziosi quali siamo, abbiamo evidenziato che condanniamo il genocidio palestinese in atto, quale crimine contro l’umanità. La turista ha immediatamente iniziato ad accusarci di antisemitismo, di sostenere il popolo palestinese che, nelle sue parole, lei individuava come popolo di terroristi e, quindi, dí essere noi stessi a supporto di terroristi. La turista, nel frattempo, ha iniziato a riprendere noi e i nostri lavoratori, nonché altri clienti senza consenso di chi veniva ripreso (inclusi minorenni di un’altra famiglia di clienti), per poi diffondere il video in rete (un reato), diffamandoci come sostenitori del terrorismo e antisemiti (un altro reato) e scatenando una campagna di odio che da ieri sfocia in messaggi anonimi con minacce di 1) spedizioni punitive, 2) distruzione del locale, 3) violenza fisica nei confronti della proprietaria e dello staff, 4) auspici di stupro della proprietaria (tutti reati).
La nostra unica responsabilità è quella di aver preso posizione, nell’ambito della campagna degli Spazi Liberi dall’apartheid israeliano, contro il genocidio palestinese in atto.
Alla luce della campagna di odio e mezzo social che è stata scatenata e delle minacce ricevute, volte a minare anche la nostra incolumità personale nonché l’andamento della nostra attività, sporgeremo formale querela.
I nostri legali, inoltre, hanno mandato di segnalarci tutte le diffamazioni a mezzo social e a mezzo stampa che ci accusano, falsamente, di aver cacciato chicchessia dal locale, come dimostra lo stesso video diffuso dalla coppia.
Nel nostro locale, che accoglie da sempre persone di ogni nazionalità, fede ed etnia, non possiamo tollerare e continueremo a non tollerare alcuna forma di esternazione razzista, sia essa ispirata da antisemitismo, islamofobia, o, come in questo caso, razzismo antipalestinese.


