Riprendiamo dalla pagina facebook del compagno Tiziano Loreti la denuncia di un’ennesima misura di repressione delle lotte e della militanza anti-capitalista.
Il provvedimento di arresti domiciliari (già preso dalla magistratura) non è stato ancora notificato e reso esecutivo, sicché il compagno Enrico Semprini è tuttora a piede libero.
Ad Enrico va tutta la nostra solidarietà – in coda a questo comunicato ricordiamo alcuni suoi validi contributi comparsi sul nostro blog in materia di pandemia, prevenzione, critica della medicina di classe (sulla scia di Giulio Maccacaro) e prospettive di lotta. (Red.)
In queste ore è arrivato un ordine di carcerazione domiciliare di due anni per il compagno di Modena Enrico Semprini.
Tale ordine riguarderebbe una condanna collegata alle lotte No Tav ed alla partecipazione ad alcune iniziative di solidarietà.
Il compagno non ha ottenuto di espiare la pena utilizzando i servizi sociali a seguito delle denunce per gli scioperi e per l’attività svolta col nostro sindacato [SI Cobas] al fianco di operai/e.
Da anni rispondiamo colpo su colpo all’arsenale repressivo che Stato e padroni scagliano contro le lotte dentro e fuori i magazzini che conduciamo senza tregua evidenziando l’escalation repressiva in atto.
In particolare da mesi indichiamo nel ddl 1660 un tassello di questo processo.
La “legge-manganello” da Stato di polizia con la quale il governo vuole “regolare i conti” con le lotte operaie e tutte le realtà ed esperienze di lotta in corso e creare gli strumenti giuridici necessari per stroncare sul nascere i futuri, inevitabili conflitti sociali. La sempre più marcata tendenza alla guerra sul fronte esterno richiede sul fronte interno un contesto sociale pacificato, e a questo “lavorano” tutti gli apparati dello stato.
SOLIDARIETÀ AD ENRICO!
RISPONDIAMO UNITI CONTRO LA REPRESSIONE

