Sulla bandana rossa è scritto: Lotta di solidarietà
Non avendo ancora corrispondenti in loco, riprendiamo dalla Reuters un breve articolo-dispaccio sulle tre giornate di sciopero che si stanno tenendo in questi giorni alla fabbrica di semiconduttori della Samsung Electronics di Hwaseong, in Corea del Sud. Questo sciopero – che culmina oggi, 10 luglio, in concomitanza con la presentazione mondiale delle ultime novità prodotte dalla Samsung – è un evento destinato a passare alla storia della lotta operaia in questo paese. È infatti la prima volta dal 1969, anno di fondazione della Samsung, che i dipendenti di questo colosso dell’elettronica incrociano le braccia, se si fa eccezione del 7 giugno scorso, quando i lavoratori sono scesi davanti ai cancelli dello stabilimento in parte facendo sciopero, in parte prendendo un giorno di ferie.
Lo sciopero è stato organizzato dal National Samsung Electronics Labor Union (NSEU), un sindacato a cui aderiscono circa 30.000 dei 125.000 dipendenti degli stabilimenti coreani di Samsung Electronics. Il NSEU, assieme ad altri quattro sindacati, è entrato in Samsung Electronics nel 2020, quando Samsung Group ha dovuto porre fine a decenni di politiche “no union” che hanno coinvolto non solo i 270.000 dipendenti impiegati direttamente in 74 paesi, ma anche un milione e mezzo di dipendenti dell’indotto, visto che le ditte subfornitrici sparse in tutto il mondo erano costrette a firmare clausole che prevedevano la rescissione dei contratti di fornitura nel caso i lavoratori si fossero organizzati sindacalmente.
E’ questo il capitalismo di ultimissima generazione (vedi Google, Tesla, Uber, etc.) che, secondo certi cervelli andati a male, avrebbe dovuto abolire l’antagonismo capitale-lavoro riducendo, con queste misure di estremo autoritarismo e parallele misure di premi materiali individualizzati, gli operai a pecore contente di andare al macello. Di tempo ce n’è voluto, e molto, perché questo antagonismo insopprimibile riemergesse; ma oggi appare emergere alla superficie con quella carica di particolare determinazione che hanno le reazioni a lungo represse o auto-represse.
Fino ad oggi – 10 luglio 2024 – le rivendicazioni di NSEU di aumentare il salario e di allungare, seppure di un solo giorno, le ferie, non sono ancora state accolte – sicché, con ogni probabilità, verranno organizzati altri 5 giorni di sciopero a partire dal 15 luglio (al momento ci arriva notizia della proclamazione di uno “sciopero generale illimitato”). Comunque vada a finire questo sciopero, quanto sta accadendo è un nuovo, ulteriore segnale della crescente attivizzazione degli operai e delle operaie dell’Asia e, soprattutto, della Corea del Sud, vetrina dell’Occidente (al pari di Israele), divenuta paese leader mondiale delle nuove tecnologie anche grazie alla crescente intensificazione dello sfruttamento dei lavoratori e alle politiche anti-sindacali approvate a livello istituzionale.
C’è poco da fare, le vetrine dell’Occidente nel mondo brillano sempre meno… come in generale le “vetrine” del capitalismo globale.
[Qui sotto, oltre al testo della Reuters, qualche altra foto e qualche altra fonte con notizie utili anche sull’atteggiamento arrogante della direzione d’impresa.]


Sciopero dei lavoratori di Samsung Electronics: cresce la voce dei sindacati in Corea del Sud
Di Heekyong Yang
8 luglio 2024
HWASEONG, Corea del Sud, 8 luglio (Reuters) – Lunedì 8 giugno i lavoratori di Samsung Electronics hanno iniziato uno sciopero di tre giorni per ottenere un salario migliore, con il sindacato National Samsung Electronics Union (NSEU), che punta a ulteriori azioni se il più grande conglomerato della Corea del Sud continuerà a non soddisfare le richieste avanzate.
Il National Samsung Electronics Union, i cui circa 30.000 membri rappresentano quasi un quarto della forza lavoro dell’azienda sudcoreana, chiede anche un giorno in più di ferie annuali per i lavoratori sindacalizzati e modifiche al sistema di bonus per i dipendenti.
Secondo gli analisti, la bassa partecipazione e la produzione automatizzata rendono improbabile che lo sciopero abbia un impatto significativo sulla produzione del più grande produttore di chip di memoria del mondo. Tuttavia, lo sciopero segnala un calo del morale del personale in un momento cruciale per l’industria dei chip, in cui le aziende tecnologiche stanno adottando l’intelligenza artificiale.
La prima azione sindacale si è svolta il mese scorso utilizzando in maniera coordinata le ferie annuali per organizzare una protesta di massa, che secondo Samsung non ha avuto alcun impatto sull’attività aziendale. Lunedì l’azienda ha dichiarato che non c’è stata alcuna interruzione della produzione.
Il sindacato, che non ha reso noti i livelli di partecipazione allo sciopero del mese scorso, ha dichiarato che questa settimana sciopereranno 6.540 lavoratori, coinvolti soprattutto nei siti produttivi e nello sviluppo dei prodotti. Lo sciopero comprende anche i lavoratori che controllano le linee di produzione automatizzate e le attrezzature, per cui le operazioni potrebbero essere influenzate.
I funzionari del sindacato hanno dichiarato che circa 3.000 scioperanti hanno partecipato a una manifestazione sotto la pioggia vicino alla sede della Samsung a Hwaseong, a sud di Seoul.
Il leader del sindacato Son Woo-mok ha smentito le notizie riportate dai media sulla scarsa partecipazione, dicendo alla Reuters che il sindacato, che ha cinque anni di vita, non ha avuto abbastanza tempo per educare gli iscritti sulle questioni.
“L’educazione [alla partecipazione alle iniziative dei] sindacati… non è stata sufficiente. Ma non credo che la partecipazione sia bassa perché il nostro sindacato è ancora giovane rispetto ad altri”, ha detto.
Lee Hyun-kuk, vicepresidente del sindacato, ha riferito che potrebbero esserci altri scioperi se la Samsung non farà proposte migliori per quanto riguarda la flessibilità nelle condizioni di retribuzione e ferie annuali. Queste proposte, infatti, non soddisfano le richieste del sindacato di aumentare la retribuzione e le ferie.
I funzionari del sindacato chiedono anche l’adozione di un criterio di uguaglianza nel sistema dei bonus, poiché i bonus per i lavoratori ordinari sono calcolati deducendo il costo del capitale dal profitto operativo, mentre quelli per i dirigenti si basano su obiettivi di performance personali.
“Dicevo alla gente che ero orgoglioso di lavorare alla Samsung, ma la verità è che non lo sono”, ha detto Park Jun-ha, 20 anni, ingegnere presso le linee di confezionamento di chip della Samsung, entrato in azienda a gennaio, aggiungendo di non essere soddisfatto del suo sistema di bonus “opaco”.
L’adesione al sindacato è cresciuta da quando Samsung si è impegnata nel 2020 a non scoraggiare più la sindacalizzazione dei lavoratori, che richiedono a gran voce attenzione [sulle condizioni di lavoro] proprio mentre Samsung si sta sforzando di superare la concorrenza nei chip utilizzati per le applicazioni di intelligenza artificiale (AI).
L’andamento del titolo Samsung è stato inferiore a quello della rivale SK Hynix, e i funzionari sindacali hanno attribuito i problemi di Samsung nell’ambito dell’intelligenza artificiale alla lentezza dello sviluppo dei chip di memoria ad alta larghezza di banda (HBM), molto richiesti per i processori AI.

Fonte: A union for almost 25% of the firm’s South Korean workers called the walkout over pay and benefits. BBC News https://search.app/2sDqzrmCRnsKvH9X9
TV5MONDE – Informations https://search.app/NXS44b6bKQdeKZiDA
Un syndicat de Samsung Electronics a déclaré ce mercredi une « grève générale illimitée à partir du 10 juillet », protestant pour obtenir des hausses de salaire… Fonte: La Tribune https://search.app/kkACSr3XP3q5njWAA

