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Ai fratelli e alle sorelle di classe del KCTU della Corea – Tendenza internazionalista rivoluzionaria (English – Italiano)

Dear KCTU class brothers and sisters, (*)

We have followed with apprehension and sympathy the events unfolding in the last two days in South Korea, and learned with joy about the KCTU decision to call an immediate strike to oppose the attempted coup and martial law, and the later call of an indefinite general strike to force the resignation of President Yoon Suk Yeol.

Yoon Suk Yeol’s decision is, evidently, to be linked to the intensification of war plans against China and North Korea that the United States and Japan are implementing, in agreement with Australia and Great Britain – war plans that would also bring a social catastrophe of unimaginable proportions to Korea.

It is also evident that there is an attempt to criminalize any position in favour of seeking a peaceful solution to disputes with the Democratic People’s Republic of Korea, as you denounced in your demonstration on 19 October with the slogan “The war-inciting Yoon Seok-yeol administration must step down !”.

The martial law would have obviously canceled all democratic rights, including the workers’ right to strike, in your country where you have had a long experience of military suppression of the working class movement.

With your decision to call the strike the working class takes its own future and the future of your country into its own hands, not delegating it to bourgeois institutions.

We appreciate the words in your appeal that don’t limit your action’s aims to defending these institutions, but want it to “mark the beginning of ending inequality and polarization, paving the way for a new era of labor respect. Through this resignation strike, let us move toward a new society where labor rights and public welfare are guaranteed”.

In the same direction you have organised the Nov. 30 national workers rally for abolishment of the recent revision of Minimum Wage Act and precarious works, to put the strength of organized workers in support of the weaker layers, and unite the working class.

We express our full and warm solidarity for your courageous and timely action and see in the KCTU an international example of combative trade unionism, which helps the working class to unite and fight not only for its immediate interests, but to stand resolutely in the way of the arms race and a new apocalyptic world war, and to unite – proletarians of the whole world – in the war against the war of the capitalists.

Revolutionary Internationalist Tendency (Italy)

KCTU, Confederazione Sindacale Coreana, è oggi il maggior sindacato della Corea del Sud. Organizza oltre un milione di lavoratori e conduce lotte determinate per la difesa delle condizioni dei lavoratori e per la loro unità contro il capitale.

Cari fratelli e sorelle della KCTU,

abbiamo seguito con apprensione e partecipazione gli eventi che si sono susseguiti negli ultimi due giorni in Corea del Sud e abbiamo appreso con gioia la decisione del KCTU di indire uno sciopero immediato per opporsi al tentativo di colpo di Stato e alla legge marziale, e la successiva convocazione di uno sciopero generale a tempo indeterminato per imporre le dimissioni del Presidente Yoon Suk Yeol.

La decisione di Yoon Suk Yeol è, evidentemente, da collegare all’intensificazione dei piani di guerra contro la Cina e la Corea del Nord che gli Stati Uniti e il Giappone stanno mettendo in atto, d’intesa con l’Australia e la Gran Bretagna – piani di guerra che porterebbero anche in Corea una catastrofe sociale dalle proporzioni inimmaginabili.

E’ altrettanto evidente il tentativo di criminalizzare ogni posizione favorevole alla ricerca di una soluzione pacifica delle controversie con la Repubblica popolare democratica di Corea, come avete denunciato nella vostra manifestazione del 19 ottobre, con la parola d’ordine: “The war-inciting Yoon Seok-yeol administration must step down !”.

La legge marziale avrebbe cancellato, ovviamente, tutti i diritti democratici, compreso il diritto di sciopero dei lavoratori, nel vostro Paese che ha una lunga esperienza di repressione militare del movimento operaio.

Con la vostra decisione di indire lo sciopero la classe operaia prende in mano il proprio futuro e quello del vostro Paese, non delegandolo alle istituzioni borghesi.

Apprezziamo le parole del vostro appello che non limitano gli obiettivi della vostra azione alla difesa di queste istituzioni, ma vogliono che essa “segni l’inizio della fine della disuguaglianza e della polarizzazione sociale, aprendo la strada a una nuova era di rispetto del lavoro. Attraverso questo sciopero per le dimissioni, andiamo verso una nuova società in cui siano garantiti i diritti del lavoro e il benessere pubblico”.

Nella stessa direzione avete organizzato la manifestazione nazionale dei lavoratori del 30 novembre per l’abolizione della recente revisione della legge sul salario minimo e sui lavori precari, per mettere la forza dei lavoratori organizzati a sostegno degli strati più deboli e unire la classe operaia.

Esprimiamo la nostra piena e calorosa solidarietà per la vostra azione coraggiosa e tempestiva e vediamo nella KCTU un esempio internazionale di sindacalismo combattivo, che aiuta la classe operaia a unirsi e a lottare non solo per i suoi interessi immediati, ma per mettersi risolutamente di traverso alla corsa al riarmo e ad una nuova apocalittica guerra mondiale, per unirci – proletari di tutto il mondo – nella guerra alla guerra dei capitalisti.

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