
Tra la mole ormai impressionante di materiali che ci arrivano, ne segnaliamo due che manifestano insieme il coraggio degli ebrei anti-sionisti, e la profondità a cui è arrivato il processo di imbarbarimento e di fanatizzazione in chiave sionista, ultra-sionista, della società israeliana odierna.
Si tratta, nel primo caso, della reazione determinata di Miko Peled, nel corso di una trasmissione televisiva nei confronti di chi pretendeva da lui una condanna della “violenza dei palestinesi” (ignoriamo chi ce lo ha segnalato); nel secondo caso, della vicenda di Meir Baruchin, insegnante di storia nel liceo Y. Shamir di Petah Tivkah licenziato, arrestato, rinchiuso per quattro giorni in isolamento in un carcere di massima sicurezza, e poi, al momento di essere reintegrato, bersagliato di sputi e di insulti dagli studenti. (Lo riprendiamo da “Oltre il Ponte“, grazie al compagno Enzo, che ce lo ha segnalato). – Red.
MIKO PELED
-“Sei pazzo a condannare le vittime del genocidio? Hanno ucciso 25.000 esseri umani e 12.000 bambini, e tu vuoi condannare i palestinesi? Siete il peggior stato razzista e genocida che esista da molto tempo.”
Miko Peled, scrittore ebreo antisionista, ritrae in modo epico i manipolatori sionisti che invocano la condanna dei palestinesi in TV mentre i palestinesi vengono sterminati a centinaia ogni giorno.
“Il mondo guardava dall’altra parte quando i nazisti massacravano gli ebrei. E ora il mondo guarda dall’altra parte quando i palestinesi vengono ghettizzati e assassinati da Israele.”
