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Due appelli alla mobilitazione e all’unità del movimento di classe – Movimento 7 Novembre

MOBILITIAMOCI, NON SIAMO SCHIAVI!

SONO LORO I POCHI, NOI SIAMO I MOLTI!

TAGLIARE GUERRA E VITALIZI!

NON IL REDDITO PER CAMPARE!

La disoccupazione è prodotto dell’economia capitalistica. La mancanza di lavoro non è un fenomeno naturale, ma un prodotto necessario dell’accumulazione capitalistica. 

Il capitalismo, al momento della sua nascita, richiede la formazione di un proletariato composto da lavoratori salariati, liberi di entrare e uscire dal mercato del lavoro. 

Si tratta tuttavia di una libertà solo formale, la libertà di essere sfruttati.

Anche il progresso tecnologico potrebbe essere un alleato dei lavoratori in quanto potrebbe migliorare la produttività e riduce il tempo di lavoro necessario a produrre ciò che serve alla vita, ma nel capitalismo i vantaggi vengono redistribuiti solo tra i possessori del capitale. La tecnologia serve oggi per aumentare il profitto e non per liberare tempo di vita e di lavoro.

Noi, lavoratori disoccupati, costituiamo una riserva di manodopera sempre a disposizione del capitale. Se il ciclo economico è in espansione veniamo utilizzati garantendo un aumento della produzione e sempre veniamo utilizzati per tenere bassi i salari, perché se non alziamo la testa alimentiamo la concorrenza fra lavoratori occupati e disoccupati: questi ultimi, pur di lavorare, sono quasi sempre disposti ad accettare salari più bassi e quindi chi lavora accetta tutte le condizioni di lavoro.

Noi lottiamo per l’immediato risultato concreto di un lavoro e di un salario per poter campare dopo anni in cui abbiamo lottato da soli contro tutti e tutto. Rimaniamo con i piedi saldi a terra, siamo consapevoli di quali sono i nostri bisogni immediati, vertenziali e concreti, ma siamo anche consapevoli che per ottenerli e poi renderli stabili dobbiamo costruire l’organizzazione di tutti quei proletari che vogliono rompere la catena dello sfruttamento.

LAVORATORI, DISOCCUPATI, PRECARI

Uniti contro disoccupazione e sfruttamento.

Per un salario intercategoriale garantito!

Per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario per lavorare tutti e lavorare meno!

Per un piano straordinario per il lavoro realmente utile ai bisogni ed urgenze sociali!

Contro spese e basi militari, guerre ed extraprofitti, grandi opere inutili e dannose, patrimoni miliardari, privilegi e paradisi fiscali!

Il 28 Agosto h 10:30 Piazza Garibaldi scendi in piazza anche tu contro il taglio del reddito di cittadinanza e la guerra tra poveri!

#Napoli #7nov #Lavoro

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Il testo che segue del Movimento 7 novembre – oltre a ricordare in modo puntuale ed efficace il lungo impegno di lotta (controcorrente) e la propria piattaforma rivendicativa – fa appello ad una necessità “storica”: la costruzione di un fronte unico di classe a partire dalle lotte, che è la medesima da noi posta negli ultimi anni, e passata attraverso vari tentativi di concretizzazione, dal Fronte di lotta anticapitalista al Patto d’azione all’Assemblea nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori combattivi.

L’unico elemento su cui nutriamo qualche perplessità riguarda alcuni dei “target” individuati nell’appello. Su tutti quell’area di compagni e attivisti che negli ultimi due anni si è agglomerata attorno alla vertenza Gkn e al brand “Insorgiamo”: un’esperienza che ha avuto il merito di attivare partecipazione e protagonismo in ampi settori solidali, ma che (purtroppo) ha via via smarrito la sua originaria componente classista e di lotta, ripiegando sulla rivendicazione di “produzioni e spazi alternativi eco-compatibili”. Una prospettiva che, per noi inguaribili marxisti, comporta l’abbandono dei paradigmi della lotta di classe (e con essa del protagonismo e dell’organizzazione di classe) e la riproposizione di vecchie utopie “autogestionarie” con tanto di richiesta di “aiuti” dallo stato borghese e dalle sue stampelle (CGIL e sinistra istituzionale)… Ci riferiamo, ovviamente, non alla massa degli operai, bensì alla direzione di quella lotta.

Questa progressiva involuzione dell’esperienza della Gkn, che meriterebbe una trattazione ben più ampia e articolata, spiega a nostro avviso i motivi dell’altrettanto progressivo distacco di questi compagni dai percorsi comuni che durante la fase pandemica erano stati promossi a livello nazionale dal SI Cobas con il nostro convinto sostegno; così come spiega perché questi compagni siano stati sempre più restii a un confronto che andasse al di là di un mero scadenzismo di piazza – uno scadenzismo, peraltro, sempre più preoccupato di non produrre incrinature o “incidenti di percorso” con gli apparati della Cgil, e sfuggente rispetto alle proposte di “convergenza” reale, nelle lotte, provenienti dal sindacalismo di base e dalle forze più militanti della sinistra di classe. (Red.)

✊✊ APPELLO A CHI È DISOCCUPATO, A CHI LAVORA, A CHI VIVE NELLE PERIFERIE, A CHI STUDIA A SCUOLA E ALL’UNIVERSITÀ, A TUTTE LE REALTÀ POLITICHE, SOCIALI, DI LOTTA  ✊✊

👇👇5 MINUTI DI ATTENZIONE 👇👇

Chi conosce la storia della città di degli ultimi 9 anni conosce la nostra storia nelle strade, nelle piazze, nel conflitto a Napoli. Contro corrente, mentre tutti ci dicevano che non c’erano le condizioni, abbiamo riaperto in città la lotta per il lavoro, per il salario, per il reddito legandola ai bisogni sociali (casa, sanità, trasporti) dentro una prospettiva più generale (contro la guerra ed il sistema di sfruttamento del capitalismo per la giustizia sociale).

Lo abbiamo fatto senza mai metterci in contrapposizione ad altri proletari della città, senza perseguire altri interessi, senza cedere ai ricatti ed alle proposte di svendita della lotta. 

Dove e quando possibile, abbiamo lavorato alla massima unità d’azione.

Come nel caso della nostra vertenza che, dal lontano 2013, dopo una lotta di lunga durata, oggi vede i primi risultati tutti ancora da consolidare, e che negli ultimi due anni si è unita con i disoccupati del Cantiere 167 Scampia con cui ci sentiamo parte dello stesso movimento più ampio di proletari della città.

Sentiamo forte la nostra identità, proprio perché da soli abbiamo costruito un percorso di autorganizzazione nelle zone più difficili della città e non possiamo che respingere qualsiasi tentativo diretto ed indiretto di inquinamento del nostro percorso in termini di merito, di numero e di contenuti da parte di forze politiche che in piazza non si sono mai viste. Questi risultati li abbiamo raggiunti solo ed esclusivamente grazie alla mobilitazione.

Ci ricordiamo quando abbiamo sbloccato il Tavolo Interistituzionale a Roma, le cariche fuori Montecitorio, i fermi, gli arresti nelle prime mobilitazioni conflittuali in città, le occupazioni del Ministero, la resistenza in città alle numerose volte in cui hanno tentato di bloccarci. È un percorso stampato e marchiato sulla nostra pelle.

Abbiamo resistito ad una forte  criminalizzazione in linea con l’escalation repressiva nel paese e le vecchie esperienze di lotta: pendono ancora su molti di noi gli avvisi orali di pericolosità sociale, processi con diverse accuse per iniziative di lotta, condanne economiche e decreti penali, nonostante abbiamo superato l’indagine per associazione a delinquere. Un attacco respinto più volte portando in piazza migliaia di lavoratori e lavoratrici, in particolare del Si Cobas Lavoratori Autorganizzati negli anni scorsi, e tantissime realtà solidali a cui va tutta la nostra riconoscenza e vicinanza, la nostra disponibilità a riprodurre altri momenti di convergenza. Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze Blocchi Precari Metropolitani Laboratorio Politico Iskra Fronte della Gioventù Comunista – FGC – TIR (Tendenza internazionalista rivoluzionaria) – Morire di pena. Per l’abolizione di ergastolo e 41bis Tutti A Bordo – No al piano Ita – Bologna for Climate Justice ecc. 

Abbiamo oggi un compito molto difficoltoso: applicare concretamente gli impegni assunti dalle istituzioni e non dare possibilità per ulteriori ritardi garantendo l’inserimento al lavoro ed un salario a quelle famiglie che hanno lottato per emanciparsi.

Per questo motivo impiegheremo le nostre energie, come sempre, per garantire l’applicazione degli impegni delle istituzioni locali e per una mobilitazione a Roma ai palazzi del Governo nelle prossime settimane e mesi.

🗣️🗣️ MA GUARDIAMO OLTRE…🗣️🗣️

Ma parallelamente non possiamo non vedere quanto sta accadendo attorno a noi. Non solo “questo governo” ma il lungo corso che da decenni sta portando al peggioramento complessivo delle nostre condizioni di vita.

Ci sentiamo obbligati a dare il nostro contributo per tentare la rinascita di un movimento più ampio contro le conseguenze dell’economia di guerra, le politiche del governo, gli effetti della crisi capitalistica scaricata sulla pelle di lavoratori e lavoratrici, proletari/e e strati popolari, gli effetti della crisi ambientale.

Ci troviamo oggi dinanzi ad un aumento del controllo sociale, dell’autoritarismo nei luoghi di lavoro – in continuità con l’uso repressivo della crisi da Covid19 – per far digerire senza batter colpo le politiche di tagli ai salari ed al reddito, di aumento dello sfruttamento.

📌 Miliardi di euro per le spese militari e potenziamento delle basi militari sui nostri territori proseguendo nel proprio ruolo guerrafondaio nella Nato.

📌 Condoni fiscali per proteggere i grandi evasori che all’anno sottraggono alla fiscalità generale oltre 100 miliardi di euro, copertura agli imprenditori che hanno rubato le casse integrazioni Covid e che ora chiamano pizzo le tasse che dovrebbero pagare, mentre i furbetti poi sarebbero i percettori del reddito (400/500 euro al mese per sopravvivere).

📌 Reddito che, come sappiamo tutti, è stato smantellato, in continuità con il governo Draghi, dopo una campagna di odio e contro “i poveri” ribaltando la realtà di questo paese.

L’eliminazione del reddito esclusivamente finalizzata ad aumentare la guerra tra poveri, l’accettazione di salari da fame, contratti di merda, lavori di merda: profitti ed agevolazioni fiscali per i padroni, salari da fame e manodopera a basso costo per noi.

📌 Pochi giorni fa il parlamento ha approvato la legge sulla riforma fiscale che delega il governo ad emanare i relativi decreti di attuazione ma le linee guida sono tracciate.

Stiamo parlando dell’Irpef, dell’Irap e dell’IRES.

Per capirci l’Irap (la tassa regionale che pagano le aziende e che va a finanziare il S.S.N. cioè la sanità pubblica) verrà abolita nell’arco di tre anni con tutto quello che ne consegue per chi dovrà farsi curare. L’Ires (la tassa che i padroni pagano sui loro profitti) oggi è al 12.5%, mentre un lavoratore con reddito fino a 15 mila euro ne paga in tasse il 23% del suo salario. Invece a partire dal primo gennaio 2024 le aliquote da 4 dovrebbero passare a 3: che significa? che la riduzione delle aliquote andrà a favorire i redditi oltre i 50.000 euro.

📌 L’aumento dei vitalizi, uno schiaffo ai proletari, e si discute di ulteriori finanziamenti e progetti e grandi opere inutili e dannose se non alle tasche dei padroni (dalla TAV al Ponte sullo Stretto). Addirittura hanno senza paura approvato il bonus di circa 500 euro mensili per eventuali acquisti di tablet, smartphone, portatili airpods della Apple e  monitor, ai poveri parlamentari (nessuno li ha rifiutati);

📌  La scuola – come da decenni – sempre più un’azienda con studenti che devono schiattare nell’alternanza scuola-lavoro, devono imparare ad essere competitivi: producendo un danno psicologico per la salute mentale enorme negli istituti e nelle università.

📌 Prosegue la stessa politica restrittiva sull’immigrazione dei governi di centro sinistra ha, come ben sappiamo, un preciso contenuto economico perché favorisce la gestione clandestina degli immigrati e il loro utilizzo come manodopera servile nell’agricoltura e nelle attività criminali.

📌 Ciliegina sulla torta il grande PNRR spazza via la “loro” transizione ecologica e mette in discussione i progetti di riqualificazione e rigenerazione delle periferie (come a Napoli) in città sempre più vetrine per turisti ed inferno per i proletari: affitti alle stelle e servizi inaccessibili.

📌 Le politiche contro la “donna” (concepita solo per il suo ruolo riproduttivo nella “famiglia”) ed in generale contro i diritti civili. L’attacco al diritto d’aborto è un evidente tentativo di fermare la crescita dell’autonomia femminile soprattutto tra le nuove generazioni e di ricondurre le donne sotto il dominio patriarcale sia in famiglia che sul posto di lavoro.

📌 Sull’autonomia differenziata ha predisposto il disegno di legge dando alle regioni poteri dello Stato, privatizzando la sanita, scuola, servizi, trasporti, con i livelli essenziali di prestazioni ai minimi e con le regioni più povere che non avranno più le risorse necessarie;

Mentre attraverseremo tutte le iniziative spontanee che si stanno sviluppando, noi vogliamo impegnarci per la rinascita di un movimento di classe organizzato che metta al centro le sue parole d’ordine, chiare ed autonome. Un movimento unitario che non risponda in maniera divisa e parziale ai vari attacchi che subiamo.

Se l’attacco è generale la risposta deve essere generale.

Contro la loro guerra che sempre più rischia di finire in una terza guerra mondiale!

Contro le conseguenze dell’economia di guerra che scaricano su di noi!

Contro il loro sistema che genera sfruttamento, inquinamento e disastro ambientale: per una vera transizione ecologica tramite un piano per il lavoro socialmente necessario ed utile!

Rivendicare l’aumento generalizzato del salario, forti aumenti salariali e la riduzione dell’orario di lavoro.

È la classe lavoratrice che produce la ricchezza di cui le altre classi sociali si appropriano: aliquote progressive per la classe borghese ed un abbassamento delle stesse per i proletari e le classi più povere della società!

Taglio degli stipendi parlamentari e dei vitalizi, delle pensioni d’oro, degli ultra-stipendi dei manager: i soldi ci servono per la sanità, la scuola, i trasporti!

👇👇Proponiamo a tutti e tutte una grande assemblea regionale a Napoli per coordinare le forze su tutti questi aspetti e costruire un ampia mobilitazione regionale per il mese di Settembre.

👇👇In vista di una stagione di sciopero generale, che avrà come tappa già le giornate del 20/21 Ottobre di blocco e sciopero nazionale.

👇👇Per costruire una grande manifestazione nazionale a Roma!

Sappiamo che tante sarebbero le cose da aggiungere e da considerare. Potremmo anche indicare altre date ma vogliamo farlo insieme.

Per questo chiediamo a tutti di risponderci nei prossimi giorni dando la disponibilità ed impegnarci insieme sulla pagina Facebook o su mov7nov@gmail.com

MOVIMENTO DI LOTTA – DISOCCUPATI 7 NOVEMBRE

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