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Zaia, il travestito (da ecologista) – con un post-scriptum più importante del testo

Miracolo a Venezia!

Con un’inventiva fuori dal comune (d’altronde è uno che, ai tempi del Covid, ha sostenuto che “i cinesi mangiano i topi vivi”), l’eterno governatore del Veneto Zaia s’è scoperto d’improvviso un cuore ecologista. La conversione è avvenuta in occasione delle recentissime grandinate in Veneto – “siamo stati bombardati” dalla grandine -, ed è stata folgorante: “Il negazionismo produce solo alibi, lottiamo con i giovani“, parola di Luca Zaia (che di negazionisti climatici ne dovrebbe sapere qualcosa, viste le sue abituali compagnie).

Così, tanto per ricordarne qualcuna, colui che ha incentivato all’inverosimile la devastante monocultura del glera (per il prosecco); che da anni ed anni fa il possibile e l’impossibile per insabbiare o, comunque, occultare il crimine ambientale dei Pfas; che ha favorito e sostiene lo sventramento del territorio della regione Veneto con ulteriori ‘grandi opere’ quali la Tav (a suo tempo il Mose, era lui il vice del tangentaro governatore di Forza Italia Galan) e nuove autostrade (la Pedemontana); il promotore delle Olimpiadi della neve del 2026 a Cortina, evento portatore già ora di molteplici forme di ulteriore devastazione ambientale… si appella ora ad una “lotta comune” con i giovani ecologisti.

Come mai? Una “lotta comune” per cosa?

“Ragioniamoci sopra”, verrebbe da dire, riprendendo il titolo di un suo celebre libro. Un piccolo indizio è nella frase completa sui “bombardamenti” da grandine: “Siamo stati bombardati. Chiederemo aiuti economici“… Ah, ecco, gli “aiuti economici”!

Battere cassa (magari con l’aiuto dei giovani ecologisti) per continuare – qui non serve immaginazione – come prima e peggio di prima, in stretta ed eterna compagnia con quelli che, come Musumeci, vogliono utilizzare “l’emergenza climatica” per far fare montagne soldi alle compagnie di assicurazione imponendo ai cittadini polizze per “tutelarsi dagli effetti del cambiamento climatico”.

Post-scriptum

Un caro compagno militante del Movimento NO PFAS ci suggerisce le seguenti “integrazioni” o specificazioni, che sono forse ancora più importanti di quanto abbiamo scritto per strutturare il profilo altamente ecologista di Luca Zaia (le trascriviamo dal suo appunto):

“- l’importante consumo di suolo (autorizzato); 

– la cementificazione da record;  

– la progressiva distruzione del patrimonio arboreo, col grave impatto negativo sull’aumento delle temperature; 

– la fallimentare politica di manutenzione degli acquedotti con spreco imponente, fino al 50 per cento, della risorsa idrica; 

– i record annuali di polveri sottili, con relativo aumento di patologie respiratorie; 

– la totale mancanza di un progetto che sviluppi un progressivo aumento del servizio di trasporto pubblico incentivandone l’uso, oltre ad una assente politica di promozione della ciclomobilità attraverso la realizzazione di reti di ciclovie;

– [oltre alla macro-questione dei PFAS, su cui la Regione Veneto fa orecchie da mercante – n.] c’è un altro caso, quello della Safond Martini di Montecchio Precalcino, ditta specializzata in rigenerazione di sabbie di fonderia, che realizza anche premiscelati cementizi molto usati nella realizzazione di parecchie infrastrutture. Riguardo agli inquinanti, metalli pesanti in primis, rinvenuti nel sottosuolo del sito, ci si interroga se possono mettere a repentaglio la vicina falda di Villaverla-Novoledo che alimenta gli acquedotti di Padova e Vicenza.”.

Per ricordare un’altra importante devastazione: quella della sanità pubblica

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