
E’ successo sabato scorso a Tel Aviv, nel corso dell’abituale manifestazione contro la riforma della giustizia voluta dal governo Netanyahu: un gruppo di giovani israeliani ebrei ha bruciato in pubblico, senza ricevere disturbo dagli altri manifestanti, l’ordine di arruolamento nell’esercito. In Israele non sono molti i refusnik, si calcolano in alcune centinaia. Ma sono giovani dotati di coraggio le cui azioni vanno fatte conoscere e apprezzate, a maggior ragione se si presentano in una manifestazione come quella di Tel Aviv con le bandiere palestinesi.
Se non vorranno essere travolti dal montare delle forze fasciste e iper-tradizionaliste e svolgere l’orrenda mansione di kapò contro i palestinesi, le giovani leve dei cittadini di Israele e anche gli altri strati ebrei della società non sfruttatori dovranno seguire questo esempio, e schierarsi sempre più apertamente contro l’oppressione coloniale delle masse palestinesi, fare con gli oppressi e gli sfruttati di Palestina causa comune per la liberazione degli uni e degli altri dalla soffocante tutela dello stato di Israele, “la sola democrazia del Medio Oriente”, che è nemica dei proletari e degli spiriti liberi di tutte le nazionalità, nemica della specie umana, almeno altrettanto delle autocrazie petrolifere, sbarazzandosi anche di una dirigenza palestinese dell’Anp di Abu Mazen totalmente compromessa con lo Stato di Israele e le autocrazie arabe.
