
Siamo oramai ad un anno dall’ inizio della guerra tra la Russia e l’ Ucraina e la guerra non accenna a trovare alcuna soluzione, e sono centinaia di migliaia le vittime di questo conflitto
Questa guerra ci parla di un sistema economico e sociale sempre più in crisi e per questo sempre più pericoloso, che ricorre alle armi per potere continuare a sopravvivere
In Italia, il governo Meloni, così come parte dei partiti all’opposizione, in perfetta continuità con l’ esecutivo Draghi, ha indossato l’ elmetto continuando a sostenere con ingenti risorse e con armi sempre più sofisticate il governo ucraino. I costi delle politiche di riarmo vengono scaricate sulle spalle dei lavoratori e delle loro famiglie, e assistiamo al peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro di larghi settori delle classi subalterne: casse integrazioni, aperture di procedure di licenziamento collettive a cui si accompagna l’ aumento generalizzato del costo della vita a partire dai generi di prima necessità e da quelli energetici, a fronte di salari sempre più insufficienti a coprire le spese per potere sopravvivere.
A farne le spese sono anche gli studenti, colpiti dall’ennesima campagna di tagli all’istruzione pubblica e dal caro scuola
La rincorsa dunque alla produzione di armi e munizioni per finanziare la guerra e l’aumento costante delle spese militari ha come suo ovvio contraltare la riduzione della spesa sociale e i continui tentativi di ridurre ulteriormente gli spazi di agibilità per le lotte e il conflitto sociale. Ciò a partire dai luoghi di lavoro e del non lavoro, con veri e propri attacchi repressivi nei confronti di un movimento sociale che lentamente sta crescendo in opposizione a questo stato di cose: Napoli, Bologna, Modena, Piacenza, città in cui sono sotto processo o vittime di provvedimenti giudiziari, lavoratori, studenti, sindacalisti.
DICIAMO NO ALLA GUERRA, ALL’ECONOMIA DI GUERRA E ALLA REPRESSIONE
LE LOTTE NON SI PROCESSANO
APPUNTAMENTO PER TUTTE/I SABATO 25 FEBBRAIO, ORE 15, piazza Roosevelt
