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27 gennaio: per avere memoria di tutti i genocidi, del passato e del presente

Una delle pretese tanto arroganti quanto insostenibili di quella che Norman Finkelstein ha chiamato “l’industria dell’Olocausto”, è che lo sterminio degli ebrei per opera del regime nazista sia stato qualcosa di unico nell’intera storia umana.

Niente di più falso.

Basti per tutte l’aperta contestazione di questa tesi da parte dello storico David Stannard, che intenzionalmente intitolò “L’Olocausto americano” la sua grande opera sullo sterminio del 90-95% delle popolazioni native delle Americhe da parte degli europei colonizzatori – si trattò di 75-100 milioni di nativi americani del Sud, del Centro e del Nord, oltre il 20% della popolazione dell’intero globo al tempo. Altrettanto evidente, benché implicita, contestazione dell’eccezionalismo sionista è quella di Mike Davis nel suo magnifico studio “Olocausti tardovittoriani. El Nino, le carestie e la nascita del Terzo Mondo“, dedicato agli olocausti provocati in India, Cina e Brasile dal colonialismo britannico nell’ultimo quarto del diciannovesimo secolo.

Passando al ventesimo secolo, basterà ricordare lo sterminio degli armeni per mano della Turchia; quello della popolazione libica ad opera dell’Italia liberale e fascista; quello degli Herero ad opera del Reich germanico; degli abitanti di Hiroshima e Nagasaki da parte dei portatori di libertà per antonomasia, gli Stati Uniti d’Amerika; il “genocidio indonesiano”, lo sterminio nel 1965-1966 di molte centinaia di migliaia di membri e simpatizzanti del Partito comunista indonesiano, sotto la regia della CIA; il massacro di tre milioni di vietnamiti per opera sempre del benemerito imperialismo statunitense; il “genocidio iracheno”, dentro il quale ci fu un deliberato infanticidio di massa tramite sanzioni, rivendicato dal mostro M. Albright (“bisognava farlo”), e così via, la lista sarebbe ancora molto lunga.

Il ruolo da assoluti protagonisti in materia degli Stati Uniti è illustrato in modo impeccabile in The Politics of Genocide di Edward S. Herman e David Peterson (Monthly Review Press, 2011). Il libro mette in luce la funzione della “Responsibility to Protect Doctrine” (la Dottrina della responsabilità degli Stati Uniti nel proteggere i popoli a rischio…) nel giustificare i “genocidi costruttivi” e “alcuni benefici bagni di sangue”, e nel reagire ai “genocidi scellerati”, quelli compiuti dai, o semplicemente attribuiti ai, nemici degli Stati Uniti. Tra i meriti di questo libro c’è la critica senza scampo all’International Criminal Court per le sue “pratiche di investigazione selettiva, di selettiva apertura di processi, e – come altro lato della medaglia – di selettiva impunità”, l’impunità-a-prescindere assicurata agli Stati Uniti.

Se poi dal terribile ventesimo secolo, scivoliamo nel ventunesimo, il quadro dei massacri di massa resta lussureggiante – in tutti i casi sono guerre del capitale, generate da interessi capitalistici/imperialisti e da conflitti tra differenti interessi capitalistici/imperialisti : Iraq, Congo, Afghanistan, la guerra tra NATO e Russia in Ucraina, e il genocidio dei palestinesi di Gaza per opera dello “stato degli ebrei” tuttora in corso, nonostante la “tregua”…

In questo nuovo 27 gennaio la falsa verità sull’unicità dello sterminio degli ebrei sarà diffusa a reti e social unificati con assordante strepito anche e proprio per coprire le responsabilità di Israele nel genocidio in corso a Gaza – con l’Italia e l’intero Occidente totalmente complici.

Nel respingere questa falsa verità, non cadremo certo nella trappola reazionaria di minimizzare o normalizzare lo sterminio degli ebrei per mano del nazismo e dei volonterosi cooperanti fascisti, nel silenzio complice del Vaticano e delle democrazie occidentali. Ne rinnoviamo qui il ricordo a modo nostro, mettendo in luce – con il contributo di ebrei antisionisti che, lo ricordiamo, sono molti e valenti – le sue radici storico-sociali e alcuni aspetti in genere occultati, come la compartecipazione delle élite ebraiche dei ghetti nello sterminio degli ebrei-massa.

Abbiamo apprestato questo ampio Dossier (“No alla memoria a senso unico”) due anni fa; l’abbiamo aggiornato lo scorso anno; ed oggi – 27 gennaio 2026 – ci tocca un ulteriore aggiornamento dal momento che il parlamento italiano si avvia ad approvare una o più leggi che proditoriamente equiparano l’antisionismo all’antisemitismo. E’ giocoforza, perciò, unire al precedente Dossier anche la denuncia dei DDL convergenti Gasparri e Del Rio e della Hasbara che ne supporta l’approvazione – da leggere “Il muro della Hasbarà. Il giornalismo embedded de ‘La Stampa’ in Palestina” (Zambon, 2018) di Amedeo Rossi.

Bisogna avere memoria di tutti i genocidi del passato e – tanto più – di quelli del presente, perché questi possiamo concorrere a fermarli e a trasformarli in un boomerang contro i loro autori – che, nella larga maggioranza dei casi, sono le potenze del civile e democratico Occidente. (Red.)

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