Riceviamo da un gruppo di compagni di Modena e Bologna, e volentieri pubblichiamo e condividiamo. (Red.)
Abbiamo scoperto in questi giorni che sui canali social sionisti, o se ha senso dirlo: ultrasionisti, “Free4Future” e “Israele Senza Filtri”, è stata pubblicata una violenta requisitoria contro chiunque manifesti contro il genocidio in corso in Palestina, o anche solo blandamente lo critichi (è tirato in ballo perfino il presidente dell’Emilia Romagna…).
Il caso in questione è quello della Tekapp, un’azienda italo-israeliana che si occupa di “sicurezza informatica”, con sede in provincia di Modena. Questa azienda non nasconde, anzi si vanta di avere legami organici con l’esercito israeliano. Per questa ragione si trova da mesi nel mirino delle proteste anti-sioniste, a seguito delle quali sta conoscendo qualche difficoltà a portare avanti come vorrebbe le proprie attività promozionali. Il casus belli che ha generato la violenta invettiva di cui parliamo è la revoca – da parte della Regione – del patrocinio allo “Zero Trust Cyber Security Summit 2025” che la Tekapp organizza con la partecipazione di “esperti hacker” provenienti da Tel Aviv.
Nella requisitoria dei due social sionisti, che lancia grottesche accuse di razzismo e nazifascismo ai solidali con il popolo palestinese, sono pubblicati anche i nomi e le foto di alcuni militanti che si sono schierati/e a sostegno delle ragioni della resistenza palestinese, impegnandosi in prima fila nelle campagne di boicottaggio della presenza economica israeliana in Emilia Romagna, e rivendicando la rottura di tutti i rapporti che le aziende private e pubbliche intrattengono con essa.
Si tratta di un episodio molto grave che prende di mira militanti di movimento la cui unica “colpa” [per noi evidentemente un merito – nota della redazione] è di manifestare in modo pubblico e attivo la loro condanna del genocidio israeliano e della infinita tragedia imposta dalla macchina di morte colonialista dello stato di Israele alla popolazione di Gaza.
La pubblicazione di nomi e foto dei “nemici”, da parte di soggetti che vantano ed esibiscono rapporti stretti con gli apparati militari e di intelligence israeliani, rappresenta un’evidente intimidazione.
Da un lato esprimiamo la nostra vicinanza a chi è stato coinvolto in questa vicenda, dall’ altro ribadiamo che è più che mai necessaria una forte azione di contrasto, di denuncia, di lotta contro il genocidio che lo stato di Israele sta compiendo contro il popolo della Palestina.
Le manifestazioni che in tutto il mondo hanno mobilitato milioni di persone, seppur fondamentali, non sono più sufficienti.
Occorre colpire gli interessi vitali di Israele nei suoi commerci, bloccare il trasporto di armi verso lo stato sionista, nei porti e negli interporti
Per cui continueremo a denunciare il ruolo di Tekapp, i cui padroni sono ex (?) agenti del Mossad, e i suoi rapporti con le industrie modenesi e con la stessa Università, e rilanceremo il blocco dei containers della Maersk che trasportano armi verso Israele.
Non saranno le minacce o le denunce a fermarci.

