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Napoli: la lotta dei licenziati TEMI-GLS è più forte che mai. Toccano uno, toccano tutti! – SI Cobas

Stamattina [sabato 8 febbraio] in centinaia abbiamo manifestato per le vie di Gianturco e del Rione Luzzatti per il corteo a sostegno dei licenziati TEMI -GLS. La manifestazione si è diretta fuori al magazzino di proprietà di Francesco Tavassi, nel quale lavoravano la gran parte dei licenziati e nel quale la settimana scorsa è stato sgomberato il picchetto operaio e fermato il coordinatore provinciale SI Cobas, e il giorno seguente aggredita dalla vigilanza privata di TEMI un’altra coordinatrice.

Presenti in piazza anche numerosi lavoratori del SI Cobas giunti in autobus da Milano, Como, Roma e Parma oltre a delegazioni da Bologna e Modena.

Tanti anche i disoccupati del movimento 7 novembre e i lavoratori della logistica dai magazzini campani delle filiere BRT, FedEx, UPS e Amazon, le lavoratrici delle Terme di Agnano, i portuali, gli operatori del 118 e numerosi solidali appartenenti alla Rete Liberi di Lottare.

Il corteo ha dichiarato fin dal principio l’obbiettivo di arrivare fuori ai cancelli del magazzino GLS di Gianturco- Poggioreale, ma soprattutto di aprire una vera trattativa con TEMI e GLS sul reintegro dei licenziati.

All’arrivo a via Ferrante Imperato, solo dopo che il corteo ha ancora una volta trovato i cancelli di accesso sbarrati, i manifestanti per protesta si sono spostati sulla rampa d’accesso dell’autostrada, occupandola per circa un’ora nonostante il fitto sbarramento della polizia.

Proprio in quei frangenti, ci è giunta notizia di una nuova convocazione in Prefettura per lunedì prossimo.

Dopo due mesi di incontri risoltisi con un nulla di fatto, non accetteremo di assistere a un altro gioco dello scaricabarile tra GLS, TEMI e il fornitore Nextlog, ne tantomeno che la sede prefettizia venga usata solo per prendere altro tempo e portare i lavoratori licenziati al logoramento.

La manifestazione di oggi ha reso ancora più evidente il carattere nazionale di questa vertenza, e le iniziative di lotta di questi due mesi dovrebbero aver già ampiamente chiarito alla controparte che le azioni di sciopero e di blocco dei cancelli potranno terminare solo procedendo al reintegro o alla ricollocazione dei licenziati sui magazzini GLS.

Solo la lotta paga!

Uniti si vince!

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