Riceviamo e volentieri pubblichiamo questi comunicati dell’Assemblea nazionale PdM / PdB e della CUB trasporti che dà conto della piena riuscita dell’ultimo sciopero nelle ferrovie di sabato-domenica scorsi. (Red.)
GRANDE SCIOPERO – aumentano le adesioni – Assemblea nazionale PdM / PdB
Anziché affrontare i problemi, pensano alla soppressione del diritto di sciopero Il nostro obiettivo era e rimane quello di attenzionare la pesantezza dei turni, chiedere dei miglioramenti dell’orario di lavoro e un adeguamento economico – oltre che della parte fissa – anche della parte accessoria (quest’ultima sostanzialmente bloccata dal 2003).
Si sta male con i turni, gli orari stanno danneggiando la nostra salute, i riposi sono inadeguati, le prestazioni sono troppo lunghe.
Di fronte alle nostre richieste, la loro risposta è il tentativo di sopprimere il diritto di sciopero.
I mille strumenti che si sono inventati per ricattarci e minacciarci sul piano individuale, da soli, non gli bastano più. Ecco allora che devono limitare il diritto di sciopero al punto tale che i lavoratori pur scioperando al 100% non creino troppi disagi.
Vogliono raggiungere una condizione per la quale possono ostentare indifferenza di fronte agli scioperi. E poco importa che sia vero o meno: è sufficiente che lo percepiscano così i lavoratori.
Se lo sciopero diventa inutile o inefficace agli occhi dei colleghi, si metabolizza la sconfitta ed ecco, allora, che gli strumenti di minaccia e di ricatto individuale tornano a funzionare.
Governo, Imprese, Commissione di Garanzia, hanno alzato l’asticella dello scontro, ma stanno sottovalutando la nostra caparbietà, l’unione e la determinazione che abbiamo raggiunto.
Il nostro obiettivo non è quello di fare un’altra organizzazione sindacale, ma di veder accolte le nostre legittime rivendicazioni.
La salute, la sicurezza, così come il diritto di sciopero sono diritti inviolabili per ogni cittadino.
Stiamo avanzando delle richieste abbondantemente motivate che dovranno essere prese in considerazione.
Vogliamo anche capire da che parte stanno le grandi confederazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil), che dovrebbero assicurare quei diritti che NOI chiediamo a gran voce, poiché il problema non è solo di Macchinisti e Capitreno ed è bene che tutti i lavoratori ne siano correttamente informati.
26 gennaio 2025

Comunicato stampa del 26 gennaio 2025
OTTAVO SCIOPERO (gruppo FSI) – Crescono ancora le adesioni
Aziende e politica conoscono bene, ormai, le questioni alla base della vertenza. Di fronte ai turni irregolari, alle 11 ore di lavoro, alle 6 ore di riposo, ai pasti consumati in fretta e furia e in orari assurdi, negano soluzioni.
Preferiscono un altro terreno, cioè l’utilizzo strumentale del povero utente. Si travestono da paladini dei diritti dei viaggiatori; gli stessi che, tutti i giorni, subiscono gli effetti delle galoppanti ristrutturazioni il cui unico risultato certo è la moltiplicazione di dirigenti e consigli di amministrazione.
IL LORO OBIETTIVO È AGGREDIRE IL DIRITTO DI SCIOPERO FINO A RENDERLO INEFFICACE
E questo stanno cercando di fare, forti di una Commissione di Garanzia la quale “garantisce” solo le aziende… altro che “contemperamento dei diritti”.
E mentre fingono di garantire diritti, salute e sicurezza, stravolgono l’art. 40 della Costituzione. Quello che vorrebbero – è bene che si sappia – è che il diritto di sciopero non si esercitasse più “nel rispetto delle Leggi”, ma in base alle decisioni della Commissione di Garanzia, la quale può cambiare le regole da un mese all’altro, in funzione delle esigenze contingenti e con argomenti assurdi.
E’ già accaduto in questo sciopero, con il raddoppio unilaterale dei treni a lunga percorrenza da garantire comunicati con modalità e tempi non consoni. Anche su questo Macchinisti e Capitreno si organizzeranno per reagire collettivamente, come hanno dimostrato di saper fare.
Il tentativo in atto porterebbe alla totale STERILIZZAZIONE del diritto di sciopero; diritto che rimarrebbe in vita sul piano meramente formale, ma che verrebbe azzerato sul piano sostanziale.
Di fronte ad ulteriori limitazioni dello sciopero, che sono ormai da paese illiberale, lavoratrici e lavoratori valuteranno la possibilità di disobbedire. L’Italia ha già le regole più stringenti tra i paesi democratici del globo; il confronto di “domani” potrebbe essere fatto solo con le dittature.
In difesa del diritto di sciopero, le lavoratrici e i lavoratori tutti auspicano una mobilitazione dell’intero fronte sindacale, a partire dalle confederazioni CGIL CISL UIL ritenute maggiormente rappresentative.
L’Assemblea Nazionale PdM/PdB
