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A City under a Hill – Una città sotto la collina, di Giacomo Donis (English – Italiano)

Come rispondere a un discorso monolitico quale quello di Trump? Non potendosi mettere la dinamite su carta, Giacomo Donis (*) ricorre alla metafora storica, qualificando il “nuovo eccezionalismo” di Trump peggiore perfino di quello originario. Ed è tutto dire. (Red.)

‘Exceptionalism’ has been the heart and soul of Amerika since its founding. John Winthrop, the Pilgrim father, in 1630, still on his ship, heading for Massachusetts Bay, preached to his future genocidal settler-colonialists that ‘we shall be as a City on a Hill. The eyes of all people are upon us.’ Listen to John F Kennedy in January 1961, ‘guided by the standard John Winthrop set before his shipmates as they, too, faced the task of building a new government on a perilous frontier.’ (This was just before he invaded Cuba, and then Vietnam.) Look! Ronald Reagan, 1989, in his farewell speech: ‘I’ve spoken of the shining city all my political life. In my mind it was a tall proud city built on rocks stronger than oceans, wind-swept, God-blessed, and teeming with people of all kinds living in harmony and peace.’ A Shining City on a Hill. A beacon for sailors. An example for the world to look up to and follow. Moral leadership. This, in theory, has been the meaning of ‘American exceptionalism.’

Donald Trump has turned the Shining City upside-down. Instead of a beacon illuminating the sky it has become a spotlight pointing down into the abyss of the Amerikan people. Amerika, our beloved ally! Supremacy, not leadership. A prison, not a guide. A fortress of exclusively Amerikan self-interest, and the world be damned! Drill baby drill. Kill the earth, our mother, who needs her! Trump’s speech was a brilliant manifesto of Amerikan self-centered power and policy. Read it closely, it is now the law of our land too, whether we pledge allegiance or not. From a City on a Hill to a City under a Hill.  A crypt. A tomb.

In the end Trump is swept away by his own extreme and absolute ideological and rhetorical coherence. ‘A nation like no other,’ he says. That’s for sure. ‘Full of compassion, courage and exceptionalism.’ What courage, Trump! You promise a new exceptionalism—as if the old one wasn’t bad enough. But compassion? No sir. You’ve buried its corpse under the hill.

(*) Born in the United States, Giacomo Donis has lived in Venice, Italy, since 1972. He is the author of a political autobiography, The Empty Shield, 2020, and An Abyss of Dreams, 2022.

Una città sotto la collina

L’”eccezionalismo” è stato il cuore e l’anima dell’America fin dalla sua fondazione. Nel 1630 John Winthrop, il padre pellegrino, mentre era ancora sulla nave diretta verso la baia del Massachusetts, ai suoi futuri colonialisti genocidi predicò: “saremo come una città su una collina. Gli occhi di tutti gli uomini sono su di noi”. Ascoltate ora, è gennaio 1961, John F. Kennedy che si dice “guidato dal modello che John Winthrop pose davanti ai suoi compagni di bordo mentre anche loro affrontavano il compito di istituire un nuovo governo su una frontiera pericolosa”. (Questo, poco prima che invadesse Cuba, e poi il Vietnam.) Osservate! Ecco Ronald Reagan, è il 1989, nel suo discorso di addio: “Ho parlato della città splendente per tutta la mia vita politica. Nella mia mente era una città alta, orgogliosa, costruita su rocce più forti degli oceani, spazzata dal vento, benedetta da Dio, e brulicante di persone di ogni specie che vivevano in armonia e pace”. Una città splendente su una collina. Un faro per i marinai. Un esempio a cui il mondo intero deve guardare, che il mondo intero deve seguire. Una guida morale. Questo, in teoria, è stato il significato dell’eccezionalismo americano. 

Donald Trump ha capovolto la Città Splendente. Il faro che illumina il cielo è diventato un faretto puntato sull’abisso verso cui è incamminato il popolo americano. Amerika, la nostra amata alleata! Supremazia, non leadership. Una prigione, non una guida. Una fortezza posta a difesa esclusiva degli interessi amerikani. Il mondo? Al diavolo il mondo! Perforate, ragazzi, perforate. Uccidete la terra, nostra madre, a che serve! Il discorso di Trump è stato un brillante manifesto del potere e della politica dell’America concentrata sui propri interessi. Leggetelo attentamente. Ora è legge anche nel nostro paese, che giuriamo fedeltà all’Amerika oppure no. Da una città su una collina a una città sotto una collina. Una cripta. Una tomba.

Alla fine Trump viene travolto dalla sua stessa estrema, assoluta coerenza ideologica e retorica. “Una nazione come nessun’altra”, dice. Questo è certo. “Piena di compassione, coraggio ed eccezionalità”. Che coraggio, Trump! Prometti un nuovo  eccezionalismo— il peggiore di sempre. Ma compassione? Nossignore. Hai seppellito il suo cadavere sotto la collina.

Qui il testo integrale del discorso di investitura di Trump in inglese e in italiano:

https://www.whitehouse.gov/remarks/2025/01/the-inaugural-address

https://www.ilfoglio.it/esteri/2025/01/20/video/trump-e-l-eta-dell-oro-del-complottismo-il-discorso-integrale-di-insediamento-7347822

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