Benché chiamata con scarsissimo preavviso, l’assemblea on line di ieri [mercoledì 9 ottobre] della Rete Liberi/e di lottare contro il DDL 1660 ha svolto in pieno il suo compito: fare un bilancio della giornata del 5 ottobre e proiettare l’insieme degli organismi che si sono associati nella Rete verso i futuri, imminenti impegni di mobilitazione.
Dall’introduzione tenuta da un compagno della TIR alle conclusioni di un compagno di Iskra, passando attraverso una quindicina di interventi, la manifestazione del 5 ottobre a Roma è stata considerata una vittoria politica dei suoi organizzatori GPI e UDAP, e della stretta cooperazione della nostra Rete con loro. Una vittoria politica contro il governo Meloni che con una campagna di terrorismo mediatico senza precedenti e un imponente schieramento di polizia pretendeva di svuotare una piazza che invece si è riempita di una massa di dimostranti fittissima e tesa. Ma una vittoria politica anche nei confronti di quanti hanno accettato il diktat del governo, e si sono sfilati dalla manifestazione, proponendo date e contenuti “alternativi” – che in alcuni casi sono di aperta e violenta dissociazione reazionaria dalla resistenza palestinese, in altri esprimono la pratica opportunista di tenere il piede in due staffe.
La riuscita del 5 ottobre è stata possibile grazie sia alla fermezza delle organizzazioni palestinesi che all’ampia unità che si è venuta a realizzare – come già accadde in occasione del 24 febbraio a Milano – tra organismi, organizzazioni e movimenti di differente orientamento, che hanno saputo convergere su di un duplice obiettivo unificante: la totale solidarietà al popolo e alla resistenza palestinese (e libanese); la denuncia del salto di qualità della repressione statale contro ogni forma di lotta operaia, sociale, ambientalista, alla guerra e all’economia di guerra, che il governo Meloni-Piantedosi intende realizzare.
L’attività della Rete, ha sostenuto un compagno dei GPI, può essere l’embrione di un fronte unito contro la guerra e contro l’imperialismo, che dovrà convogliare in un unico alveo tutte le fonti di conflittualità sociale per esaltarne la forza e la valenza anti-capitalista (analoga la posizione di Panetteria occupata di Milano). Ma per farlo deve saper uscire dalla propria bolla e cercare con ogni mezzo di parlare alla grande massa dei lavoratori e dei giovani, vero bersaglio ultimo della repressione statale (così l’intervento di Militanza grafica), cogliendo subito l’occasione fornita dall’ennesimo attacco sferrato da Stellantis ai propri operai – come ha proposto una compagna del Comitato precari e disoccupati di Torino, dove la manifestazione per la Palestina del 7 ottobre ha coinvolto tremila dimostranti.
Dal momento in cui è stata costituita a Roma l’8 settembre, la Rete Liberi/e di lottare contro il DDL 1660 è già stata protagonista della convocazione di decine di assemblee in presenza e di iniziative territoriali con una partecipazione quasi sempre superiore al previsto. E ne ha messe in cantiere altrettante nelle prossime settimane.
Tra queste – hanno sottolineato un compagno del nodo della Rete di Napoli, e poi gli interventi di CCL e SI Cobas – acquistano una speciale importanza lo sciopero nazionale chiamato dal SI Cobas il 18 ottobre e la piazza del giorno seguente, sabato 19, a Roma perché la scesa in campo di un settore di proletari organizzati determinati a lottare contro guerre e repressione imbracciando l’arma dello sciopero, fa fare all’intero movimento un deciso passo in avanti, che va consolidato ed allargato al maggior numero possibile di luoghi di lavoro. Ci muoveremo in questo senso, da subito, con un appello a scioperare tutti/e il giorno 18.
Quanto alla giornata del 19, alcune strutture (il CPA di Firenze, il Centro sociale Transiti di Milano, l’USB di Ancona) hanno fatto presente che erano già stati assunti da tempo impegni precedenti di lotta che le vincolano nelle rispettive città, ma per la Rete nel suo insieme è centrale la manifestazione nazionale a Roma nella quale essere presenti accanto ai lavoratori del SI Cobas.
La prossima, intensa settimana inizierà lunedì 14 con il presidio a Roma in solidarietà ad un compagno di Ultima generazione sotto processo per il quale la Procura ha chiesto la sorveglianza speciale, e si concluderà sabato 19. Ma è necessario organizzarsi per un altro doppio impegno, il 27 e 28 ottobre nella città di Napoli, che è stata fondamentale nel promuovere la Rete.
Il 28 ottobre inizierà, infatti, in quella città il processo a 43 disoccupati/e organizzati del Movimento 7 novembre e compagne/i solidali con essi, che va visto come il primo processo di massa dell’“era del DDL 1660”, non fosse altro perché si terrà nell’aula bunker del carcere di Poggioreale, riservata finora ai processi di mafia. In quella giornata la Rete sfilerà per le strade cittadine insieme al Movimento messo sotto accusa per la sua irriducibile tenacia nel conquistare centinaia di posti di lavoro destinati a finalità di interesse sociale senza passare attraverso le pratiche umilianti del clientelismo o dei filtri mafiosi, ma anche per il generoso sostegno che nel corso degli anni ha saputo dare a tutti i settori di classe e movimenti di lotta sotto attacco, in Italia e all’estero.
Il giorno prima, domenica 27 ottobre, sempre a Napoli, si terrà la seconda assemblea nazionale in presenza della Rete Liberi/e di lottare contro il DDL-sicurezza che avrà il compito di fare il bilancio di due intensissimi mesi di mobilitazione e tracciare il programma di lotta per i mesi a venire.
La costituzione, negli ultimi giorni, di un’altra Rete nazionale contro il DDL-sicurezza è da un lato un sottoprodotto della nostra iniziativa, dall’altro il tentativo di svuotarla tenendone lontani quanti/e avvertono il pericolo di una svolta (nella continuità) delle politiche repressive dello stato. A noi il compito di parlare anche a questa platea, fiduciosi di avere ottimi argomenti per attrarre al nostro campo d’azione tanti/e lavoratori e giovani che oggi ancora non vi appartengono.
Legare la denuncia del DDL 1660 a quelle del DDL lavoro, del DDL Valditara e del DDL 1004 contro l’antisemitismo e – più in generale – alla politica guerrafondaia del governo Meloni e dello stato italiano, dell’UE, della NATO è il compito che ci attende da subito. Insieme a quello, altrettanto urgente, di lanciare una campagna di solidarietà con i compagni/e colpiti, chiedendo l’immediata libertà per il compagno Tiziano, colpevole solo di aver espresso il proprio supporto alla resistenza palestinese e libanese, e ai 51 compagne/i destinatari di una misura preventiva odiosa, come il foglio di via, da anni abusata dalle questure di tutta Italia.
Il lavoro non manca.

