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Dal nostro Iran: sciopero operaio alla Wagon Pars Company di Arak

Mentre occhi/orecchie delle diplomazie mondiali (e chi sa quanti e quali intrighi!) sono rivolti ai governanti di Teheran che, ridicolizzati dall’assassinio in casa loro (!) del capo politico di Hamas, Ismail Haniyeh, sono costretti a dare una qualche risposta alla banda assassina di Netanyahu (una risposta non troppo forte, si è raccomandato Putin – si tratta di israeliani, mica di palestinesi che si possono macellare impunemente!); mentre è in corso tutto questo frenetico lavorìo nel campo nemico, nelle cancellerie e nei servizi segreti occidentali e orientali; noi non cessiamo di guardare all’altro Iran, il nostro Iran, quello delle decine di milioni i iraniani e iraniane che si guadagnano la vita come operai/e, salariati/e, o con il durissimo lavoro nei campi dei contadini/e poveri/e, che è ancora in buona parte manuale, alla grandissima parte della società iraniana che, ancor più nelle aree abitate dalle minoranze nazionali, è e si sente oppressa dalla macchina del potere degli ayatollah. Che assai più che alle regole del Corano, è ligia alle regole della produzione capitalistica.

Poche notizie, finora, riescono a filtrare dalla censura e dal controllo di stato. Ma il nostro blog – che non dimenticherà mai la magnifica attività svolta nei secondi anni ’70 e nei primi anni ’80 dai giovani, preparatissimi, coraggiosi militanti marxisti iraniani e curdi, prima che venissero decimati e dispersi dalla sanguinaria repressione del PRI – è sempre lieto di accoglierle e rilanciarle. Ieri il compagno Luc Thibault ci ha trasmesso questo sintetico comunicato sulla lotta degli operai della Wagon Pars Company della città di Arak, un centro industriale tra i maggiori del paese per la presenza di grossi impianti metallurgici, petrolchimici e per la produzione di macchinari.

Chiunque possieda ulteriori informazioni su questo ed altri scioperi, ce le faccia avere. (Red.)

I lavoratori della Wagon Pars Company di Arak hanno iniziato uno sciopero in risposta agli orari di lavoro sfavorevoli e al recente passaggio delle festività del giovedì e del venerdì al sabato e alla domenica a causa della mancanza di energia elettrica.

L’amministratore delegato della Wagon Pars Company ha ignorato le richieste dei lavoratori in protesta, impedendo a 12 di loro di entrare in fabbrica. Questa azione ha spinto altri lavoratori a minacciare uno sciopero più ampio in solidarietà con i loro colleghi.

I video sui social media mostrano centinaia di lavoratori che scandiscono slogan contro la direzione della fabbrica, evidenziando un diffuso malcontento.

La Wagon Pars Company, nota come il primo e più grande produttore di veicoli ferroviari in Iran [costruisce locomotive e vagoni ferroviari], sta lottando con crisi economiche e gestionali da oltre 15 anni. Nonostante le promesse del governo di risolvere tali questioni, i problemi persistono.

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