Domenica pomeriggio, siamo stati parte integrante e organizzativa del corteo che ha sfilato a Venezia per la Palestina. Così come siamo stati promotori di una visita organizzata alla bella mostra allestita dal Palestinian Museum a palazzo Mora, nella quale l’arte palestinese si esprime come una forma di resistenza.
Due iniziative che abbiamo tenuto insieme!, e insieme poi si sono fuse e integrate, fino alla fine (di seguito alcune foto di esso e della Mostra del Palestinian Museum a Palazzo Mora, che invitiamo, per chi ancora non c’è stato, a conoscere. Ne vale assolutamente la pena.).
Qui di seguito il nostro intervento (permetteteci di dire, applauditissimo dalle/dai partecipanti al corteo; lo diciamo, una volta tanto, per sottolineare l’importante condivisione di contenuti, in un momento in cui da altre parti si ha la faccia di bronzo di sostenere che dalla Palestina “ci” raccomandano di “non parlare di genocidio”… no comment!)
Le sfide che abbiamo affrontato e quelle che ci attendono…
Noi siamo oggi innanzitutto qua perché c’è in Palestina una resistenza secolare all’occupazione coloniale: una lotta di resistenza che ci infonde coraggio, determinazione e che ci insegna ogni giorno come battersi contro il colonialismo, contro l’imperialismo, contro il capitalismo!
Oggi vi siete assunti il compito di lanciare una sfida: quella di parlare alla piazza sociale di questa città. Bene avete fatto!
Bene, per due ragioni politiche di fondo:
@La prima,
Sta nella necessità vostra, ma in realtà di tutti quanti noi, del nostro campo di classe, di sforzarci nel parlare, nel proiettarci verso una platea proletaria e sociale ancora, in grandissima parte, tutta da conquistare al nostro piccolo polo di classe. Da conquistare alle nostre ragioni, alle nostre argomentazioni, ai nostri temi politici di controinformazione. Una platea fatta da proletari e proletarie, di lavoratori e lavoratrici, di immigrati ed immigrate, di studenti e studentesse, di disoccupati e disoccupate, ossia il campo degli oppressi e degli sfruttati del Sud e del Nord del Mondo che ancora abbiamo appena sfiorato, che ancora resta ai margini del nostro perimetro di intervento di propaganda e agitazione di classe!
@la seconda ragione,
sta nella vostra, nella nostra giusta consapevolezza che la Palestina è il Mondo!
Che trattare della questione palestinese non significa parlarne attraverso la piccola lente di un singolo aspetto separato dal tutto, ma, bensì, nell’insieme-organico di tematiche politiche che essa tutta abbraccia con sé e tutte quante riconducono al filo nero organico-strutturale e sociale del sistema coloniale, del sistema imperialista occidentale, del sistema capitalista globale!
Bene avete fatto, quindi, nel trattare i diversi aspetti e argomenti politici che avete elaborato ed approfondito in questi 40 giorni di occupazione (che avete messo in luce anche nei vostri interventi oggi in piazza) come un tutt’uno che debba a noi servire nel destrutturare da cima a fondo l’ideologia, il razzismo, l’islamofobia, il sessismo, la propaganda di guerra, e l’azione politica dell’altra classe a noi nemica: quella dei padroni, degli stati, dei governi occidentali, del governo Meloni che spacciano a piene mani quotidianamente nelle nostre citta, nei nostri quartieri, nelle scuole, nelle università, nei posti di lavoro, nelle nostre fila, al fine di giustificare, socializzare e trovare sostegno alle loro sporche guerre coloniali di oppressione e rapina, nelle loro politiche antisociali e antioperaie di morte e sfruttamento!.
Stiamo assistendo in queste decenni e soprattutto in questi mesi a Gaza/in Palestina ad un accumulo di atrocità e di crimini dello stato e dell’esercito di Israele che non ha limiti. Attraverso l’azione sistematica, distruttrice e criminale dei bombardamenti da cielo-terra e mare, attraverso la distruzione sistematica di tutte le strutture sanitarie e scolastiche, attraverso l’azione sistematica dell’arma criminale della fame, della sete, delle epidemie, delle malattie, attraverso il furto sistematico delle terre di Palestina da parte dello stato e dei coloni sionisti.
Attraverso la quotidianità criminale dei rapimenti, degli assassini, delle torture inenarrabili fuori e dentro le carceri sioniste a donne, uomini, anziani e bambini palestinesi.
Ma, tutto questo accumulo secolare e attuale di crimini e atrocità non rappresentato solo e semplicemente la natura strutturale del governo Netanyahu, bensì sono soprattutto il ritratto più fedele di tutta l’intera democrazia e civiltà sionista, della civiltà colonialista, della civiltà imperialista, della civiltà occidentale capitalista tutta!
Che si abbatte non solo e unicamente in Palestina, ma è generalizzata a tanti altri contesti globali:
Come in Ucraina, nella guerra da più di due anni oramai, tra Nato e Russia. Così in Africa, e altrove…
In tutto questo contesto qual è il ruolo che gioca l’Europa del capitale, della Nato, del governo Meloni, governo di guerra/dei padroni, e delle imprese occidentali e italiane? E’ un ruolo di primo piano e di morte, di sostegno, di complicità nella guerra di genocidio sionista e di nuova pulizia etnica a Gaza, in Palestina!
E perché tutta la cupola criminale di gangster dell’imperialismo occidentale appoggia con ogni mezzo lo stato di Israele?
Semplicemente perché l’appoggio e il sostegno occidentale e italiano al colonialismo sionista è un sostegno strutturale non solo e semplicemente nella difesa permanente del loro pupillo, ma anche e soprattutto, insieme ad esso, come sostegno organico agli interessi di dominio e sfruttamento nell’intera regione da parte dell’intera cupola criminale dell’imperialismo occidentale, con Italia compresa.
Per questo la Palestina è il Mondo!
I nemici della Palestina sono, pertanto, gli stessi nemici di classe che qui ci condannano ad una strutturale esistenza sociale e lavorativa di precariato e sfruttamento, che colpisce soprattutto le donne/gli immigrati/te. Sono gli stessi nemici di classe di padroni e governi che per sete insaziabile di profitto, sono responsabili di un olocausto mondiale e sistematico di assassini tra la classe lavoratrice sui posti di lavoro (due milioni ogni anno, nel mondo!). La stessa classe sociale e padronale che ha ammazzato l’altro giorno il nostro fratello di classe Satnam (bracciante indiano), che ha distrutto l’esistenza della sua giovane moglie/ famiglia, che promuovono guerra agli immigrati e immigrate dentro e fuori i loro sanguinanti confini nazionali di morte, in mare, nel deserto, lungo le rotte dell’emigrazione e nei lager di stati e governi occidentali e del sud del Mondo. I nemici della Palestina sono gli stessi nemici di classe che ogni giorno qui nelle metropoli occidentali muovono guerra contro le nostre lotte sindacali e sociali spalmando a piene mani repressione, arresti, daspo, carcere…
Se la sfida di oggi, qui, l’abbiamo certamente vinta! Dobbiamo essere altrettanto consapevoli però che abbiamo tuttavia davanti a noi, nei prossimi mesi-anni un’altra e più complessa, più difficile sfida sociale e politica che può essere affrontata solo se riusciremo a rispondere a tutta questa barbarie del capitale in maniera unitaria, organizzata e generale! Organizzando e unificando il nostro campo di classe contro l’altro campo di classe dei padroni e dei governi! Contro il genocidio in corso in Palestina da parte di Israele, contro tutte le guerre del capitale in corso e in preparazione nel Mondo, contro i processi di militarizzazione nelle scuole e nelle università, contro l’attacco ai diritti delle donne, contro il clima di controllo sociale e repressivo sulle decine di militanti proletari e operai attraverso maxiprocessi e il varo di nuovi pacchetti sicurezza a firma Crosetto-Piantedosi che debbono destare in noi la piena consapevolezza di classe di ciò che va avanzando socialmente e politicamente insieme ai processi in corso di economia di guerra di governi e padroni contro tutti gli oppressi e gli sfruttati del Mondo intero!
Viva la lotta di resistenza palestinese fino alla VITTORIA! Viva la lotta di classe contro i padroni e il governo Meloni!







