

Quella appena conclusa è stata una settimana di notevole fermento nei magazzini della logistica. In diverse filiere i lavoratori sono stati protagonisti di scioperi e iniziative di lotta che hanno colpito abbastanza duramente i padroni, soprattutto tenendo conto del periodo natalizio, nel quale com’è noto quasi tutti gli hub e le filiali sono pieni di merce.
In SDA-Poste Italiane (tradizionale roccaforte del SI Cobas) vi è stato uno sciopero di filiera che ha fermato tutti i principali hub italiani, a seguito della richiesta del sindacato di introdurre uno speciale bonus natalizio in base alle presenze, visto il sovraccarico di lavoro patito dagli operai nel mese di dicembre, e che ha portato nel giro di poche ore alla firma di un accordo valido in quasi tutti i magazzini in cui è presente il SI Cobas, che porterà fino a 600 euro in più nelle tasche dei lavoratori.
Alla GXO di Settala si è svolto uno sciopero per l’intera giornata per chiedere miglioramenti salariali e maggiore agibilità sindacale.
Alla Maxi Di di Belfiore (GDO) la protesta ormai oltranza fuori ai cancelli si è accompagnata ad iniziative di denuncia e boicottaggio fuori e dentro i punti vendita Famila.
Alla Leroy Merlin, dopo oltre 2 mesi di mobilitazione e sciopero ad oltranza contro il tentativo di smantellare il sito di Castel San Giovanni (Piacenza), la lotta e la determinazione dei lavoratori è riuscita a strappare ai padroni una prima intesa per evitare il licenziamento immediato di circa 500 lavoratori.
Ma la mobilitazione che riteniamo maggiormente degna di nota è stata quella prodottasi in FedEx nelle giornate del 19-20 dicembre.
In questa filiera, come molti ricorderanno, due anni fa si è prodotta un’offensiva padronale senza precedenti negli ultimi anni, con la chiusura del sito di Piacenza, una delle culle storiche delle lotte nella logistica dell’ultimo decennio, e il contestuale licenziamento di circa 250 lavoratori, quasi tutti aderenti al SI Cobas.
Ciò aveva determinato un indebolimento del fronte di lotta nella filiera nazionale, anche a seguito della scelta dei padroni americani di non riconoscere più i due sindacati di base.
Questa settimana i lavoratori organizzati con SI Cobas e Adl Cobas (le due sigle sono tutt’ora maggioritarie a livello nazionale) di diversi magazzini hanno finalmente rispolverato lo strumento dello sciopero a livello nazionale, che è stato un successo al di là di ogni più rosea aspettativa (è stato bloccato tra gli altri per tutta la notte il mega-hub europeo di Novara).
Ciò dimostra che anche di fronte agli inevitabili arretramenti momentanei, la capacità di un sindacato incardinato su una linea di classe di preservare la compattezza dei lavoratori e delle loro avanguardie combattive può essere foriera di una ripresa del conflitto. E dimostra anche come il coraggioso impegno politico assunto dal SI Cobas con l’organizzazione della manifestazione di Ghedi del 21 ottobre, e con lo sciopero del 17 novembre e la manifestazione del 18 novembre a Bologna per la Palestina, ha rafforzato – non indebolito – la sua capacità di iniziativa sul terreno delle lotte immediate. (Red.)
FEDEX: GRANDE SUCCESSO DELLO SCIOPERO NAZIONALE SI COBAS E ADL COBAS!
La mobilitazione lanciata nelle giornate di ieri (martedì 19 dicembre) e oggi (mercoledì 20 dicembre) da SI Cobas e Adl Cobas su FedEx ha registrato un successo superiore alle più rosee aspettative.
Uno sciopero nazionale che nella multinazionale mancava da circa due anni, cioè dalla chiusura dell’hub di Piacenza voluta dai padroni americani con la chiara volontà di ridimensionare il sindacalismo di classe e combattivo, a cui era seguito un processo di internazionalizzazione contestuale all’acquisizione del marchio TNT e concretizzatosi con il mancato riconoscimento dei diritti sindacali sia per il SI Cobas che per l’Adl Cobas, in un contesto che (giova sempre ricordarlo) vede ancora oggi queste due sigle rappresentare la stragrande maggioranza dei lavoratori sindacalizzati negli hub e nelle filiali FedEx, sia tra i magazzinieri che tra i drivers.
I lavoratori, non solo quelli già sindacalizzati, stanno iniziando a capire che dietro l’estromissione del sindacalismo di base dai tavoli di trattativa si cela un peggioramento sia dei livelli salariali che delle condizioni di lavoro.
La stessa dinamica dei “premi di risultato” (appena 600 euro annue sotto forma di welfare aziendale), che le solite Cgil-Cisl-Uil hanno spacciato per chissà quale conquista, appare come una vera e propria miseria al confronto con i premi in vigore nei corrieri del gruppo Fedit (SDA, BRT, GLS) grazie a SI Cobas e Adl cobas, a cui si aggiungono le sostanziose gratifiche natalizie strappate proprio in questi giorni su queste filiere.
Lo sciopero ha letteralmente paralizzato il traffico nazionale delle merci.
Ci limitiamo a citare le principali iniziative di lotta:
 A Novara, divenuto il principale hub a livello europeo dopo la chiusura di Piacenza, e nel quale la FedEx ha tentato in questi anni di costruire la sua “roccaforte” libera dalla presenza del sindacato, blocco totale delle merci per oltre 7 ore grazie al supporto di numerosissimi lavoratori e solidali provenienti da tutto il nord Italia.
A Bologna fin dal tardo pomeriggio di martedì blocco totale dell’hub ad opera dei facchini (tra i quali l’adesione al SI Cobas sfiora il 100%), protrattosi per tutta la notte.
Degna di nota la presenza al presidio di bandiere palestinesi, a sottolineare la complicità delle multinazionali americane nel genocidio sionista in corso da due mesi nella striscia di Gaza.
Sempre a Bologna nella mattinata di oggi sciopero dei drivers SI Cobas con adesione prossima al 100%.
All’hub di Padova la lotta è partita già alle ore 16 di ieri martedì 19 dicembre con lo sciopero del turno del pomeriggio, con l’adesione della stragrande maggioranza dei lavoratori i quali, dopo una breve assemblea decidevano immediatamente di posizionarsi nei due accessi al magazzino per bloccare i camion e parlare con i camionisti per spiegare loro le ragioni dello sciopero, trovando molta solidarietà . Lo sciopero con blocco agli accessi si è protratto, nonostante il freddo pungente, fino alle 4 del mattino successivo e ha visto avvicendarsi i lavoratori del turno della notte. Il magazzino era sostanzialmente vuoto.
 Sempre a Padova, stamattina i drivers, che non sono dipendenti di Fedex iscritti a Adl Cobas (sono circa la metà su 40 circa) si sono fermati per tre ore e poi sono ripartiti con un numero ridottissimo di pacchi.
A Verona i lavoratori iscritti a Adl Cobas, facchini e drivers, hanno scioperato in entrambi i turni di lavoro con rallentamento degli ingressi.
A Vicenza i lavoratori hanno scioperato anch’essi nei due turni di lavoro, sebbene lo sciopero fosse quasi superfluo in quanto, a causa del blocco dei magazzini di Bologna e Padova, il magazzino era di fatto vuoto.
 A Teverola, principale hub del sud Italia, blocco per tutta la mattinata ad opera del SI Cobas, con l’adesione anche di numerosi drivers dipendenti delle cooperative delle ditte in appalto e il sostegno di delegazioni di lavoratori del Porto di Salerno e Napoli, BRT, UPS, Sorari, disoccupati e compagni solidali.
 A Brescia sciopero dei drivers SI Cobas con adesione superiore all’80%.
Questa straordinaria giornata di lotta rappresenta per noi un “nuovo inizio” nel percorso di riconquista dei diritti sindacali e salariali in una filiera che, all’epoca di TNT, ha rappresentato per anni uno dei più importanti esempi di risveglio delle lotte operaie e uno tra i più avanzati avamposti nelle conquiste strappate nello scorso decennio da SI Cobas e Adl Cobas nei magazzini della logistica.
Il successo dello sciopero nazionale in questi due giorni è la riconferma di come con l’unità e la determinazione dei lavoratori è possibile riconquistare terreno e contrastare i piani padronali tesi alla divisione e alla passivizzazione degli operai.
Uniti si vince!!!
