Stasera (1 febbraio) alla FedEx di Piacenza sono arrivate le camionette della celere.
Vogliono sgomberare il picchetto per far uscire 40 tra furgoni e camion. Alle provocazioni di Stato e padroni rispondiamo uniti e compatti, per contrastare il piano di ristrutturazione su scala continentale voluto da Fedex. In tutti i posti dove siamo presenti non va lavorata la merce che arriva da Piacenza. Sollecitiamo ovunque iniziative di solidarietà con i lavoratori in lotta. Esprimiamo la nostra forza per fermare questo attacco!
Non passeranno.
SI Cobas nazionale
***
La polizia si ritira ! (ore 0.30)
La polizia manganella e spara gas lacrimogeni. I lavoratori resistono, ricompongono le fila e tornano davanti ai cancelli (ore 22.45)
I lavoratori del SI Cobas rispondono all’intervento repressivo
La digos ha cercato con l’inganno di sciogliere il picchetto dicendo che domani ci sarebbe l’incontro in prefettura con la Lintel e Fedex. La risposta degli operai: il picchetto si mantiene, e se domani non fanno quello che chiedono il SI Cobas a livello nazionale aprirà lo stato di agitazione su tutta la filiera. Posizione questa assunta da tutti i delegati Fedex-tnt convocati subito in un incontro su zoom (ore 22)
Una straordinaria risposta operaia: quando è arrivata la polizia il picchetto era composto da 25 lavoratori e la polizia aveva dato mezz’ora per sgomberare. Entro la mezz’ora sono accorsi da Piacenza e dai magazzini vicini 300 operai che con determinazione hanno respinto ogni pretesa poliziesca ed i 40 camion non sono usciti. Forza contro forza, gli operai hanno fatto desistere i poliziotti di far piazza pulita e sono lì fermi senza tentennamenti (ore 21.48)
Si apre una linea di trattativa di fronte al crescere del presidio: ormai più di 300 persone e altre centinaia in arrivo da tutti i magazzini di Piacenza. La classe operaia piacentina, senza paura neanche di fronte alla celere, sta davvero scrivendo la storia del futuro di questa città con un coraggio e una generosità sconosciute in questi tempi di gretto egoismo. (ore 21.30)


