Una lotta operaia tenace, dura, durata un intero mese, nella quale – alla fine – il padrone ha dovuto cedere, riassumendo i lavoratori del SI Cobas di cui intendeva sbarazzarsi. Il testo ricorda che lo scontro con le politiche antisindacali della GDO e del sistema degli appalti va avanti dal 2011, e giustamente suggerisce di non abbassare la guardia. I tempi che si prospettano, infatti, impongono la massima vigilanza e unità di lotta nella logistica e intercategoriale perché l’intera classe padronale e il governo Meloni si stanno attrezzando (vedi il DDL 1660 Piantedosi-Crosetto) per un’economia di guerra. (Red.)
Nella serata di Mercoledì 22 Maggio siamo stati convocati in Prefettura, dove, alla nostra delegazione, è stato illustrato che tutti i lavoratori del precedente appalto dovranno essere assunti, con il riconoscimento dell’anzianità convenzionale e senza periodo di prova nel reparto di macellazione carni dello stabilimento Esselunga di Pioltello (MI) e, quindi, saranno reintegrati dal primo Giugno alle dipendenze di CM Service.
L’azienda che da subito aveva dichiarato di non voler assorbire i lavoratori in stato d’agitazione ha dovuto cedere sotto i colpi di una lotta che senza tregua è durata un mese.
Nonostante questo ad oggi il S.I. Cobas, che è maggioritario nell’appalto, non viene riconosciuto dal fornitore e tutt’ora CM Service si rifiuta di incontrare il sindacato che i lavoratori hanno scelto liberamente, privilegiando l’appoggio comodo dei sindacati confederali.
Sappiamo bene che la lotta non si ferma qui, per i lavoratori il riconoscimento del loro sindacato è essenziale per abbattere la condizione di super sfruttamento che subiscono a causa di un processo produttivo che sui tempi disumani di lavoro imposta le retribuzioni dei lavoratori, i quali sono poi soggetti a contestazioni e a rischio di licenziamenti se non li rispettano. Già nel 2019 per questo motivo furono licenziati 15 lavoratori di CM Service iscritti al sindacato.
Infatti conosciamo bene la politica antisindacale del colosso della GDO che affrontiamo dal 2011 proprio per contrastare lo sfruttamento imperante nel sistema degli appalti di cui si nutre.
Per Esselunga il profitto viene prima di tutto, per noi invece la dignità e i diritti dei lavoratori.
Un importante risultato che nasce dalla lotta, dal coraggio dei lavoratori licenziati e dalla solidarietà di classe dei tanti operai giunti in supporto ai presidi.
La lotta non finisce qui, la tenacia nella battaglia sarà il fattore necessario per la costruzione dell’organizzazione sindacale sul posto di lavoro.
AVANTI S.I. COBAS, UNITI SI VINCE!
Qui di seguito un articolo su questa lotta di Alessandra Mincone

