Sciopero generale di 24 ore, giovedì 21, in Grecia contro il disegno di legge in discussione in parlamento – su iniziativa del governo Mitsotakis – che prevede di abolire la giornata lavorativa di 8 ore come giornata lavorativa normale, introducendo la possibilità di estenderla fino a 13 ore al giorno e 78 ore settimanali (con l’obbligo di lavorare anche il sabato e la domenica, con l’esca di una maggiorazione salariale per il sesto giorno lavorativo) e, tra le altre cose, formula nuove norme spezza-sciopero come il carcere fino a 6 mesi e la multa di 5.000€ per i “blocchi” (i picchetti) durante le azioni di sciopero.
Lo sciopero, che ha coinvolto sia il settore privato che quello pubblico (insegnanti, dipendenti ospedalieri, lavoratori dei trasporti pubblici), ha avuto un esito “clamoroso”, secondo i dirigenti del PAME che lo ha chiamato insieme agli altri sindacati (alcuni dei quali, però, disponibili al “dialogo” con il governo (!).

Un gesto di significativa solidarietà internazionale e internazionalista è stato espresso dal settore più combattivo dei manifestanti nei confronti degli operai del settore automobilistico negli USA in sciopero contro Stellantis, General Motors e Ford.
Attenzione: ancora una volta, dal laboratorio greco del super-sfruttamento del lavoro suona un allarme che va ben al di là della Grecia.

