Grazie a Donald Trump per la sua brutalità da vecchio gangster.
Intervistato da Fox News sulla guerra in Ucraina, ha usato queste parole (video) : “Centinaia di miliardi di dollari, e sai che potrebbero fare un accordo, o non potrebbero fare un accordo. Un giorno potrebbero essere russi, o potrebbero non essere russi. Avremo tutti questi soldi lì dentro. Ho detto loro che li rivoglio. L’equivalente di 500 miliardi di terre rare. E loro hanno essenzialmente accettato di farlo. Almeno non ci sentiamo stupidi, altrimenti siamo stupidi. Ho detto loro: dobbiamo, dobbiamo procurarci qualcosa. Non possiamo continuare a pagare tutti questi soldi.”.
In un paio di minuti ha fatto piazza pulita di tutto il chiacchiericcio sull’autodeterminazione dell’Ucraina, la sua libertà dall’oppressione russa – fatto proprio dai governi italiani, dalla finta opposizione Pd-AVS, e anche, alla loro coda, dalla quasi totalità dei gruppi trotskisti. “Se gli ucraini saranno o non saranno inglobati nella Russia un giorno, me ne sbatto. Ma noi-Amerika abbiamo investito una montagna di soldi in questa guerra, e debbono tornare indietro con gli interessi. Sotto forma di terre rare”. Sull’Ucraina spinta a dissanguarsi dal compare Biden, dalla NATO e dall’Unione europea in una sciagurata guerra per procura (preparata metodicamente per almeno quindici anni da Obama e Trump-1), calano gli avvoltoi del conglomerato Trump-Musk & Co.
L’incasso che pretendono è gigantesco, se è vero che solo una minima parte di quegli “aiuti” in forniture di armi è arrivata nelle avide tasche di politici e generali ucraini, il 90% essendo rimasto negli Stati Uniti lucrato dalle aziende che hanno in mano il Pentagono.
C’è un inconveniente, però: almeno il 50%, secondo alcuni perfino il 70%, di questa ricchezza in terre rare è già in mani (grinfie) russe, a cominciare dalla più grande miniera di litio del continente europeo. Da qui le furiose proteste della UE. Se Russia e Stati Uniti si accordano, cosa resta a noi da rapinare??? E le nostre montagne di “aiuti”? La Kallas, la guerriera che giurava di mettere in ginocchio la Russia, s’è messa a frignare come una bamboccia: “Non potete tagliare fuori dalla trattativa l’Ucraina!” (traduci: non potete fregare la UE fino a questo punto). E in questa grande agitazione europea per la solenne fregatura in arrivo, ecco, all’improvviso, La Stampa si risveglia e scopre il contenuto materiale, reale di questa guerra: “il tesoro ucraino” (vedi sotto). Stimato con Forbes, al ribasso, in 12.000 miliardi di dollari (secondo altre stime almeno 15.000). Davvero? Esiste un tesoro ucraino?
Anime candide! Per anni ne hanno taciuto per poter spacciare al pubblico beota l’ennesima guerra occidentale condotta per un nobilissimo ideale: la libertà degli ucraini dalla tirannia putiniana, democrazie contro autocrazie. Ora, però, si tratta di dividersi il cadavere della nazione amorevolmente beneficata (la nazione che Trump ipotizza perfino che possa non esistere più). Ed allora, di prepotenza, entrano in campo i numeri, le terre rare, le quote-parti, e quant’altro. I presunti liberatori, i presunti nemici della tiranna autocratica Russia, gettano la maschera. Da tirannici usurai, quali sono da lunghi secoli, da mercanti di morte e di carne umana, pretendono la “parte giusta” di remunerazione.
A pagare il terribile conto sono stati e saranno i proletari e le proletarie dell’Ucraina, colpevolmente incitati a gettarsi nella guerra anche dalle loro organizzazioni sindacali. Di loro se ne fregano sia i gangster amerikani che quelle/i insediati a Bruxelles.
Permetteteci di ricordare che avevamo identificato in tempo reale il senso, il contenuto, il posto, il possibile esito, di questa guerra (comunque ben lungi dal concludersi). Una guerra imperialista, di rapina, da ambo i lati – NATO e Russia – per la pelle e le ricchezze delle popolazioni dell’Ucraina, per il controllo di quel territorio strategico. Avevamo bollato il nazionalismo di Zelensky come un nazionalismo in affitto, e sostenuto il disfattismo da ambo i lati del fronte. Né balle occidentali sull’autodeterminazione dell’Ucraina, né contro-balle russe sulla sua denazificazione (a mezzo compagnia Wagner… e con la rapida liberazione dei capi effettivamente filo-nazisti della Azov – i piccoli particolari sempre dimenticati dai tifosi nostrani di Putin). Solo putrida retorica bellicista.
Serva da lezione per le guerre coloniali e imperialiste prossime venture.


