Segnaliamo la recente pubblicazione in rete da parte del gruppo di ricerca Forensic Architecture di una serie di materiali intitolata Una cartografia del Genocidio. La condotta di Israele a Gaza dal 7 ottobre 2023 (A Cartography Of Genocide: Israel’s Conduct in Gaza Since October 2023). Nell’esposizione e analisi degli elementi raccolti nell’arco degli ultimi mesi, i ricercatori – impegnati nello sviluppo di nuovi metodi e tecniche per l’indagine di violazioni dei diritti umani e di azioni di violenza promosse da attori statuali e non – dettagliano con precisione clinica l’estensione e la profondità dell’immane massacro e dell’altrettanto immane catastrofe ambientale di cui l’esercito israeliano si è reso responsabile a Gaza nel periodo che va dal 7 ottobre 2023 al 16 settembre 2024.
I dati non lasciano spazio a dubbio alcuno sulla natura genocida della violenza agita da Israele nei confronti dei palestinesi: «I pattern [modelli d’azione] che abbiamo osservato riguardanti la condotta militare di Israele a Gaza – scrivono gli Autori – sono indice di una campagna sistematica e organizzata volta alla distruzione della vita, delle condizioni necessarie alla vite, e delle infrastrutture che permettono la vita».
Lo studio dei dati quantitativi raccolti riguardo a sei aree di interesse (Controllo Spaziale, Spostamenti, Distruzione di risorse idriche e agricole, Distruzione di infrastrutture mediche, Distruzione di infrastrutture civili, Bersagliamento degli aiuti [umanitari]) consente di riconoscere pattern comuni (anche se informali) in episodi all’apparenza distanti, fugando ogni possibile dubbio circa una supposta casualità.
Basti pensare che 31 sui 36 ospedali presenti a Gaza sono stati oggetto di attacchi diretti da parte delle forze israeliane nell’arco degli undici mesi in cui sono stati raccolti i dati confluiti in questo studio, con una correlazione tra il periodo degli attacchi e l’arrivo di nuovi sfollati dalle zone occupate dai militari invasori. La distruzione di infrastrutture da parte dell’IDF è proseguita anche in aree già danneggiate dai primi attacchi, anche nei casi in cui il ritorno di persone nelle stesse era improbabile. Inoltre, vi è stata una precisa coincidenza tra l’incremento dell’invio di aiuti a Gaza e le azioni di attacco da parte di Israele sulla rete di distribuzione degli stessi.
Invitiamo i nostri lettori a visitare il portale di Forensics Architecture e a consultare il report A Spatial Analysis of the Israeli Military’s Conduct in Gaza since October 2023 (o la versione condensata dello stesso) e i materiali interattivi a esso collegati, così da avere un’immagine accurata di quanto è in corso da ormai un anno a Gaza: l’ultimo tassello (con buona pace di tanti “smemorati” e di quanti sono tutt’oggi affetti da una forma di “amnesia selettiva”) di una politica coloniale e di sterminio che lo stato di Israele – con l’immancabile e solerte aiuto dell’Occidente intero – dalla dichiarazione di Balfour (2 novembre 1917) in poi, porta avanti da ormai più di un secolo.

