Un blog per chi ama la lotta e sogna la rivoluzione

ZANASI, Augusto

(Crespellano, 1899 – Bologna, 1936), muratore

Nel 1917 per alcuni mesi venne inviato al fronte in Carnia  inquadrato nel II Reggimento Alpini. Dopo il XVI Congresso del PSI nel 1919, cui partecipò, assunse incarichi sindacali nelle Camere del Lavoro del Bolognese. Schierato con la corrente comunista astensionista, nel 1921 aderì al PCdI. Perseguitato dai fascisti, venne arrestato e condannato a un anno di carcere (Bazzano, Castelfranco Emilia).

Espatriato in Francia, rientrò a Milano nel 1926. Nel maggio 1927 i carabinieri di Porta Garibaldi ricevettero l’ordine di rintracciare due sovversivi dei quali era nota un’intensa attività clandestina; sia lui che Giuseppe Piancastelli di Imola. Dopo diversi appostamenti, nel giugno, fu arrestato assieme ad altri tre suoi collaboratori, Guido Martelli, Elena Masetti, e Bruno Sassi, tipografo nato a Zurigo.
Zanasi fu processato e condannato dal Tribunale Speciale a sei anni per «cospirazione, associazione, propaganda sovversiva». In carcere, secondo la relazione di Pippo Pianezza inviata dal carcere di Viterbo al resp. del centro di Basilea, si mantenne sulle posizioni della Sinistra bordighiana. Per le terribili condizioni di detenzione (per molto tempo fu in una cella dove non poteva distendersi perchè attraversata da una fossetta d’acqua) s’ammalò di TBC.

Raggiunse Bologna sperando d’essere inviato al Sanatorio Pizzardi; crollò nel piazzale del sanatorio, venne ricoverato ma sopraggiunse l’emottisi. Morì il 29 aprile 1936.

Scriveranno di lui gli esuli antifascisti (13 settembre 1936): “Compagno leale, un vero rivoluzionario, umile, buono, volonteroso e pieno d’ardimento. Ha dato per la causa degli sfruttati, dei sofferenti il giogo borghese, tutta la vita”.

In una lettera a Bordiga, Bruno Rizzi disse di aver dedicato a Zanasi il suo libro Il socialismo dalla religione alla scienza “a quell’emblema del proletario ribelle; chissà cosa direbbe ora e chissà cosa avrebbe fatto perché quello non stava fermo”.

Sposato con Teresa Moretti, ebbe due figli, entrambi partigiani: Dino (1922, bracciante), 63ª brigata Bolero Garibaldi, caduto in combattimento a Sasso Marconi il 22 settembre 1944, e Nello (1924, operaio), brigata Stella Rossa Lupo.

 

FONTI: https://www.storiaememoriadibologna.it/archivio/persone/zanasi-augusto; D. Erma, Sovversivi. Incontri e scontri sotto la falce e il martello.

FONTE IMMAGINE: Resistere, ricominciare. La Comunità di Bazzano dal fascismo alla ricostruzione, (a cura di) M. Maggiorani, M. Mezzadri, V. Sardone, Aspasia, 2003.

Rispondi