(Torino, 1904 – …), dattilografa
Lavorò alla Rappresentanza commerciale sovietica a Genova come dattilografa. Negli anni Venti fu in contatto con Pappalardi; dal 1928, tramite il marito Francesco Vitrotto, ricevette e diffuse a Genova l’organo della Frazione di Sinistra «Prometeo». Nel gruppo genovese, pieno di localismo e contrasti tra l’ala sinistra e quella centrista ma anche di altro tipo (i dipendenti della delegazione russa venivano considerati privilegiati e in alcuni casi imborghesiti per gli stipendi alti), s’era infiltrato l’abile agente informatore Luca Ostéria, e tutta l’attività era sotto la lente della Polizia politica. Tramite l’infiltrato la Polizia politica e poi la Zona I OVRA controllò “il movimento dell’ala sinistra del partito comunista controllando l’attività della Piera Pent in Vitrotto, la cui azione disgregatrice veniva in ogni modo indirettamente favorita” (rapporto dell’ispettore Nudi per il capo della polizia politica Arturo Bocchini, 12/9/1929). Per la Polizia politica la Pent era più utile da libera che da detenuta per i suoi attacchi al centro; era pedinata e controllata nei suoi spostamenti, spesso da Ostéria, il quale partecipò a incontri in Germania e Francia (dove incontrò Togliatti), segnalando poi molti militanti agli inquirenti. Quando la Pent andò a Milano per tentare di consegnare materiale ricevuto dalla Francia ai sinistri Lanfranchi, Fortichiari, Achille Genovesi (tentativo andato a vuoto), con lei c’era anche Ostéria che raccolse preziose informazioni sui sinistri, poi trasmesse all’OVRA.
Espulsa dal PCdI col marito per “frazionismo” nell’aprile 1929, la Pent finì nella retata che portò all’arresto di 34 comunisti genovesi e 20 savonesi, partita con l’arresto dell’inviato da Parigi, Gino Giovetti. La Pent con altri fu rilasciata subito. Da questo momento è databile la sua collaborazione con l’OVRA.
Nel gennaio 1930 «L’Unità» smascherò Ostéria come spia e traditore; quattro anni dopo il PCdI pubblicò il Libretto delle spie, dei provocatori e degli espulsi, dove comparivano nomi di vere e spie a fianco di elementi dissidenti; della Pent compariva la foto e la dicitura di avventuriera al servizio della polizia. Nel frattempo aveva lasciato l’Italia; emigrò in Algeria, a Bone, e dalla metà degli anni Trenta si stabilì a Lione. Dopo la fine della Seconda guerra fu a Roma.
Il 2 luglio 1946 il supplemento della «Gazzetta Ufficiale» pubblicò l’elenco dei confidenti dell’OVRA, dove compariva “PENT Piera (F. Sima) di Mario e di Bruno Carolina, nata a Torino il 27-1-1904”. La Pent inoltrò ricorso e lo vinse. Il 17 gennaio 1948 la «Gazzetta Ufficiale» comunitò la cancellazione del suo nome. Che però compare in un altro elenco, quello del Servizio Investigativo, dei fiduciari OVRA, non pubblicato.
S’ignorano data e luogo di morte.
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Lettera di Piera Pent al marito Vitrotto (Pierre François) del 14 maggio 1929
Mio carissimo,
ho avuto stamane la cara tua. Grazie delle tue parole che hai per me. Ho passato anch’io una breve crisi di demoralizzazione causa i vili del C.[entro estero], ma anche questa volta sono uscita vittoriosa. Mi rincresce assai che i mamalucchi della Ira si siano comportati da fessi; Non dubitare che le esperienze acquisite avranno il loro valore nella vita. Mai troppo buoni, mai troppo sinceri.
Sono tanto contenta che tu vada con Dalle e Cre[spi]. Sono forse gli unici buoni ragazzi. Mandami l’indirizzo esatto di Pier e digli che non faccia il fesso con Ugo, altrimenti, addio al mio lavoro. Ti farò ancora avere 50 fra per Prome[teo]; = Li ho raccolti io. Si fa poco qui causa la mentalità dei compagni. Cambiano spesso idee e ti assicuro che è un lavoro assai difficile e da cani. =
Ugo [Ostéria] forse verrà prima del 25 e passerà ancora da te, se del caso fallo conoscere
a Pieri.
Il C.[entro estero] aveva mandato una nuova diffida di Leo e Lea [Vitrotto e Pent], in 3 copie, le solite fesserie sotterfugi, abusi, ecc. Ho avuto la soddisfazione di vederla bruciare sotto i miei occhi.
Come vedi sono abile: Il passo è in regola.
Ed ora un favore per la padrona di Cesare [Mazza]. Se passi alla Galleria Lafayette lascia questi due indirizzi perché invi[i]no il loro catalogo. Esse sono gentili con me.=
Dina Ghio, via Porta degli Archi 8=10 Genova
Dina Drago – via Ambrogio Spinola 3/11 Genova
Mi fai un vero favore.
Novità nessuna, lavoro, mi arrabbio, mi annoio. Una sola gioia è pensare a te
che amo tanto. Auguri
tua Pie.
FONTI: A. Marsilii, I comunisti genovesi alla prova delle leggi fascistissime. Il caso del ‘compagno Ugo’, l’infiltrato Luca Ostéria, «Storia e Memoria» n. 2/2016; M. Canali, Le spie del regime, p. 608


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