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MONICELLI, Teodoro

MONICELLI, Teodoro

(Ostiglia, 1875 – Genova, 1950), falegname.

Socialista fin da giovanissimo (presente alla fondazione a Genova del PSI nel 1892), fu volontario nella spedizione di Ricciotti Garibaldi a Domokos nel 1897. Diresse le camere del lavoro di Bergamo, Copparo (venne arrestato nel 1904 durante uno sciopero degli addetti alla bonifica del Polesine), Molfetta, Terni (dove nel 1907 diresse il grande sciopero delle Acciaierie e organizzò la partenza dei “serratini”), Ferrara, Ostiglia; collaborò al «Popolo e Libertà» di Giovanni Bitelli. Nel 1913 emigrò a São Paulo, dove organizzò i lavoratori italiani immigrati e fondò il Centro Soclialista Paulista e diresse l’«Avanti!»; nel 1917 promosse il grande sciopero generale cittadino, iniziato nel maggio, cui aderirono 50mila lavoratori. Fu membro del Comitato di difesa proletaria, formatosi il 9 luglio per coordinare lo sciopero, organismo formato da socialisti (Monicelli, Giuseppe Sgai) e anarchici (Edgard Leuenroth, Gigi Damiani, Antonia Soares, Candeias Duarte).

Un anno dopo redasse un disegno di legge da definire da parte della Confederazione Generale del Lavoro, del Commissariato Generale dell’Emigrazione e della Società Umanitaria.Da Milano. Il progetto mirava a stimolare la ripresa dell’emigrazione in Brasile, ma a condizione che ogni candidato all’emigrazione lasciasse l’Italia con un contratto di lavoro. Il monitoraggio di questi requisiti sarebbe stato effettuato dalle autorità italiane in Brasile e da un’organizzazione paritetica formata da una sezione del Circolo Socialista di San Paolo, appositamente designata a tale scopo, e da delegati delle società di mutuo soccorso italo-pauliste”.

Nel maggio 1920, espulso dal Brasile assieme a Gigi Damiani, tornò “in Italia per presentare il progetto alla sezione coloniale del gruppo parlamentare socialista e partecipò a una riunione di elaborazione del progetto presso la CGdL. Partecipò inoltre a un congresso dell’Istituto Coloniale di Roma (un’organizzazione che coordinava le attività delle associazioni italiane all’estero), in qualità di delegato dei socialisti italo-brasiliani e di tutte le società di mutuo soccorso italiane in Brasile”.

Fu sindacalista a Firenze e Verona. Il suo articolo Vita di dolore e schiavitù sulle persecuzioni contro il proletariato brasiliano venne ripreso da «Il Sindacato Rosso» del 3 marzo 1923. Fu pestato a sangue dai fascisti a Firenze.

Sorvegliato fino al 1941, venne radiato dal CPC.

Nel 1945 rappresentò il PSIUP nella prima Commissione esecutiva provvisoria della CdL di Genova e fu attivo nell’Associazione Mazziniana Italiana.

 

FONTI: ACS-CPC; https://www.associazionemazziniana.it/archiviopm/

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