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MEZZADRI, Menotti Edoardo

MEZZADRI, Menotti Edoardo

(Enna, 1877 – Catania, 1954), sorvegliante, Tecnico delle Ferrovie

Licenziato politico per lo sciopero del 1° agosto 1922, assieme ad altri sorveglianti colpiti dal provvedimento (Giovanni Ravedone, Andrea Galloni, Luigi Casiraghi, Dante Bambini, Giovanni Vittorini Vincenzo Zinna, Andrea Cena), nel giugno 1923 scrisse a «Il Piccone»:

 Orgogliosi di essere stati colpiti coll’esonero dal servizio, mentre stanno per lasciare la famiglia ferroviaria dopo aver dato sudori e sacrifici per l’interesse del servizio e del personale attraverso l’organizzazione, porgono ai buoni che ancora rimangono in servizio il saluto fraterno e l’invito a persistere costantemente a mantener viva la fiamma dell’organizzazione che non tarderà di far presto rifulgere la giustizia delle ingiustizie patite in questo momento.

La risposta del giornale:

Ai compagni carissimi che se ne vanno, a nome del nostro modesto ma inflessibile Piccone, il saluto alto di solidarietà incondizionata nella speranza di poter tosto registrare la vittoria nostra, che sarà vittoria di diritto e gloria dell’organizzazione. A questi compagni che tutto hanno dato senza mai nulla chiedere, tutti i ferrovieri dovrebbero con riverenza inchinarsi e promettere a loro il proseguimento della buona battaglia. Questa la nostra speranza, il nostro augurio.

Secondo «Il Sindacato Rosso» (17 novembre 1923) Mezzadri era considerato “il  miglior tecnico delle Officine ferroviarie di Messina”.  Inviato al confino, riuscì ad evadere e raggiunse Dakar con la famiglia; restò in Senegal per trent’anni. Nel frattempo venne riassunto con gli altri licenziati politici dopo il 1945 ma non riprese il servizio.

Fonti:  «Il Piccone», 1922; «In Marcia!», 1955

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