(Cavenago, 1931 – Mediglia, 1949), bracciante
Il 20 maggio 1949, nel corso di uno sciopero agrario indetto dalla CGIL iniziato quattro giorni prima (lo sciopero “dei quaranta giorni” che si concluse con importanti conquiste per i lavoratori), una squadra di braccianti si portò alla Cascina Melegnanello per convincere nove braccianti assoldati nella Bergamasca a rifiutare il crumiraggio. Dalla cascina uscì il fittavolo Virgilio Rinaldi armato che fece fuoco contro gli scioperanti uccidendo Pasqualino Lombardi e ferendo gravemente Pierino Lividati.
Tre giorni prima a Molinella una raffica di mitra di un carabiniere aveva ucciso la mondina Maria Margotti, impegnata come Pasqualino nel fronteggiare le squadre di crumiri ingaggiate dagli agrari.
Anche i mungitori, esclusi dallo sciopero, si unirono alla lotta per una notte. Il 21 le fabbriche del Milanese si fermarono dalle 10 alle 12. Carabinieri e polizia intervennero con una retata che portò in carcere oltre centoquaranta braccianti e il sindaco di Mediglia, il mungitore Marcello Castellazzi del PCI; poi rilasciati tranne nove trasferiti a San Vittore.
I funerali di Pasqualino furono imponenti, con migliaia di partecipanti e con un corteo che partì dalla cascina Melegnanello* e percorse 7 km fino a Dresano, paese di residenza di Pasqualino. L’uccisore riuscì a fuggire e farla franca.
Gianni Toti dedicò una poesia a Pasqualino.
*Le immagini in internet del funerale di Pasqualino Lombardi che parte dalla sezione PCI di Sesto San Giovanni, sicuramente non si riferiscono a quel funerale. Quasi certamente si tratta del funerale del partigiano sestese Giovanni Gaiot, ucciso due anni prima da un agrario fascista (poi linciato) a poche centinaia di metri di distanza dalla cascina Melegnanello.
FONTI: «Avanti!», 21 maggio 1949, 22 maggio 1949
FONTE IMMAGINE: tratta dalla lapide sulla provinciale Bettola-Sordio, nel punto in cui cadde Pasqualino.


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