(Osmate Lentate, 1902 – …), vetraio
Quinto di nove fratelli, aderì al PCdI in data imprecisata. Il 16 ottobre 1934 venne arrestato dall’Ovra assieme ai castellettesi Natale Visconti, Albino Calletti e Ubaldo Papa con l’accusa di organizzazione comunista nel settore di Castelletto Ticino. Durante l’interrogatorio si rifiutò di rispondere alle domande negando di conoscere gli altri arrestati; che invece lo riconobbero indicandolo come “compagno Giulio”: secondo i verbali degli interrogatori venne riconosciuto da Calletti, Visconti e Papa, il che ne permise l’identificazione: “l’arrestato Galletti (sic), capo del gruppo comunista di Castelletto Ticino, non solo ha perfettamente e inequivocabilmente riuconosciuto nella fotografia mostratagli, per ilo compagno “Giulio” accennato nella lettera da lui scritta al Papa Ubaldo, ma ha fatto presente anche che allorquando lo conobbe, lo scorso anno, il Ghiringhelli era già seguace delle teorie comuniste. Inoltre ha dichiarato che il Ghiringhelli aveva ricevuto da lui della stampa comunista – una ventina di manifestini poligrafati – che avrebbe dovuto distribuire anche al Papa Ubaldo, col quale aveva obbligo di stare a contatto è risultato pure dagli interrogatori del Papa [..] l’arrestato Visconti Natale, ha pure riconosciuto perfettamente nella fotografia del Ghiringhelli “il compagno Giulio”. Il gruppo s’era incontrato col funzionario Severino Spaccatrosi di Albano Laziale, il quale aveva incaricato “Giulio” di diffondere materiale di propaganda nei dopolavori.
Processato dal tribunale Speciale, il 20 maggio 1935, Ghiringhelli venne condannato a 3 anni di reclusione (Milano, Regina Coeli), di cui 2 convertiti in libertà vigilata.
Residente a Sesto Calende, dopo la liberazione non svolse più attività politica; nel 1973 era ancora vigilato.
S’ignorano data e luogo di morte.
FONTI: ASVa, busta 44, ad nomen


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