(Ghemme, 1888 – ?), Cantoniere delle Ferrovie
Segretario della sezione milanese dello SFI, residente a Melegnano, fu redattore con l’anarchico Camillo Signorini de «Il Piccone», giornale dei cantonieri e degli operai di linea. Entrambi organizzarono lo sciopero vittorioso del gennaio 1920, membri del Comitato d’Agitazione e della delegazione trattante assieme a Castrucci. Un ruolo decisivo nelle trattative lo ebbe Bombacci.
Nel gennaio Costa 1921 aderì al PCdI.
Schedato come comunista pericoloso, licenziato politico, nel maggio del 1923 chiese l’emissione del passaporto per lavorare nel nord della Francia alla costruzione di ferrovie, lavoro ottenuto dalla cooperativa di cui era dipendente.
Si spostò di continuo per l’impresa Battaglia in cui lavorava: dopo Bari, nel 1925 fu a Mestre, sempre strettamente sorvegliato, poi a Mori e Villadossola.
Nel 1931, dopo sei mesi a Savona e un breve passaggio a Ghemme, si trasferì in Sardegna, a Nulvi, Palau, Tempio e Sassari, dove lavorò nelle Ferrovie Settentrionali Sarde come sorvegliante, astenendosi dall’attività politica.
Nel 1945-1946 fu uno dei dirigenti più attivi della sezione PCI di Sassari.
S’ignorano data e luogo di morte.
FONTI: ACS-CPC


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