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BRANCONI, Emanuele

BRANCONI, Emanuele

(Firenze, 1860 – Milano, 1923), Impiegato delle Ferrovie

Promosse dal 1892 i primi sindacati di ferrovieri, fece parte del Comitato d’Agitazione, del primo Fascio Ferroviario (dove guidò la scissione della sezione milanese da cui nasce l’Unione dei Ferrovieri Italiani). L’Unione coi suoi cinquemila affiliati aderì nel maggio 1893 al Partito dei Lavoratori Italiani (futuro PSI). Promosse la Lega Ferrovieri Italiani, entrò nel comitato esecutivo con Barazzetti, Fontana, Mantovani e Pozzo; la Lega venne sciolta nel corso dell’ondata reazionaria crispina nel 1894 (leggi antianarchiche), ricostituendosi pochi giorni dopo. Fino al 1898, quando capitolò sotto la repressione di Bava Beccaris che ne occupò militarmente la sede. Branconi fondò Il Riscatto.

Dopo l’unificazione delle varie sigle, fu il primo segretario amministrativo dello SFI, affiancato dal “relatore propagandista” Suzzani. Sostenitore dell’esercizio cooperativo delle Ferrovie rispetto alla gestione statale, Branconi sostenne l’integrazione tra l’attività rivoluzionaria e quella cooperativa; fu presidente della banca di credito collegata al Riscatto che forniva sussidi alle vedove e orfani dei morti sul lavoro. In un articolo su «La Conquista» (7 febbraio 1911) spiegò le sue idee sulle ragioni di “sussidio alla resistenza” della cooperazione che non snaturava l’azione di classe. Nell’ottobre 1912 sostenne l’adesione al Comitato dell’Azione Diretta, al tempo stesso si dichiarò contrario alla creazione di una nuova centrale sindacale (stava nascendo l’USI), sostenendo l’equidistanza dei ferrovieri. La scelta dello SFI di rinviare la decisione sull’adesione all’USI fu criticata in particolare da Tullio Masotti che parlò di “eterna indecisione”, “sindacalismo a parole”, “classe chiusa ai sentimenti della solidarietà” («L’Internazionale», 15 febbraio 1913).

Il fallimento della cooperativa di consumo alla fine del 1913 portò forti attacchi a Branconi che rispose con numerose liti in tribunale contro gli altri dirigenti SFI. La sede nazionale dello SFI venne trasferita da Milano ad Ancona, segretario Bitelli. Nel 1914 versò una cospicua sottoscrizione conto Riscatto per i ferrovieri perseguitati dopo la Settimana Rossa, poi si appartò dalla vita sindacale.

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