(Mortara, 1890 – Milano, 1973), impiegato, avvocato
In gioventù fu segretario della FIGS di Ardenza (Li). Comunista dal ’21, a volte confuso con Virgilio, nelle elezioni dello stesso anno venne eletto deputato per il PCdI a Novara. Nella seduta del 30 maggio 1923 presentò un’interrogazione con richiesta di risposta scritta sugli arresti di socialisti e anarchici di Ardenza, in cui venne coinvolto lui stesso.
“Il sottoscritto chiede d’interrogare il ministro dell’interno, per sapere — premesso che, i cittadini, Nardi Dante, Sciti Anteo, Bernini Antonio, Balducci Dino, Del Nudo Edoardo, Chiaruggi Donato, Paoletti Silvano, tutti dell’Ardenza (Livorno), dal gennaio 1923 ad oggi è la terza volta che vengono arrestati; che dovrebbero scontare per le prime due volte già più di cento giorni di carcere con danno non indifferente per le loro famiglie; senza aver commesso reati; se la libertà dei cittadini in Livorno è soggetta all’arbitrio della autorità di pubblica sicurezza; se è ammissibile la sistematica persecuzione contro i detti operai; se non creda di intervenire per reprimere tale abuso di autorità”.
Schierato con la Sinistra, dopo il congresso di Lione del 1926 venne espulso dal PCdI con gli altri due dirigenti della sezione novarese, Carlo Leonardi e Silvio Ramazzotti, su proposta del nuovo segretario della sezione Carlo Manzini: la sezione di Novara era rimasta sulle posizioni della Sinistra anche dopo la “bolscevizzazione”. Condannato a cinque anni di confino nel 1926, poi commutati in ammonizione. Subì dal regime l’obbligo di dimora a Busto Arsizio. Nel 1940 chiese la tessera del PNF in qualità di ex combattente; gli venne revocata l’anno successivo a causa dei suoi precedenti. Il suo nome fu inserito nell’“elenco nominativo dei comunisti noti a codesta Prefettura” risiedenti in provincia, chiesto il 18 novembre 1943 dal capitano Vornhem, comandante del presidio germanico di Varese, al Prefetto.
Il figlio Egildo (Livorno, 1918 – Viganella, 1945), ufficiale dell’Esercito, dopo l’8 settembre si unì ai partigiani garibaldini, vicecomandante della 83^ brigata Comoli – II Divisione Redi; cadde a Viganella l’11 aprile 1945.
FONTI: seduta del 30 giugno 1923; F. Giannantoni, Fascismo, guerra e società nella RSI, Franco Angeli, 1984


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